Gilda degli Insegnanti: Di Meglio nuovo Coordinatore nazionale.
DI LAURA RAZZANO
Nei giorni scorsi a Fiuggi si è tenuta l’Assemblea Nazionale della Gilda degli Insegnanti, organo sovrano dell’Associazione, che stabilisce la linea politica, le forme organizzative e le modalità funzionali. Si tratta dell’unico organo che può approvare la piattaforma contrattuale, definire posizioni rispetto ad argomenti che riguardino la politica scolastica nazionale e persino approvare ed autorizzare la firma del contratto-scuola.
Ogni due anni l’A.N. elegge i propri organismi dirigenti: Coordinatore Nazionale, Direzione Nazionale, Collegio dei Probiviri e quello per il Controllo dei Conti.
Il Coordinatore Nazionale eletto a Fiuggi con un’ eloquente maggioranza di 445 voti su 556, è Rino Di Meglio, segretario nazionale del S.A.M., vicecoordinatore della Gilda da diversi anni.
Nella Gilda degli Insegnanti il compito del Coordinatore è quello di attuare la politica dell’Associazione, coordinare le attività organizzative e amministrative, secondo le decisioni degli organi statutari .
L’intervento di Rino Di Meglio, accompagnato da un articolato documento politico programmatico, ha posto l’accento sulla necessità di costruire un’associazione grande che sappia contenere al suo interno le diversità, non solo tollerarle e rispettarle, ma valorizzarle, evitando gli errori e le divisioni in cui, spesso, la Gilda è caduta in passato.
Il candidato coordinatore ha anche ricordato i grandi passi avanti fatti dall’Associazione che, nel 1992, aveva 1700 iscritti in tutta Italia e pochi dirigenti che si riunivano in una stanzetta a Roma.
Dal 2000 in avanti non sempre si è riusciti a tenere il passo della crescita organizzativa interna per far fronte alla crescita numerica. Secondo Di Meglio le premesse fondamentali per costruire una migliore associazione sono quelle che partono dal dialogo.
La Gilda infatti ha elaborato proposte validissime, come. per esempio, l’area di contrattazione separata, pilastro storico, ma spesso è sembrata sedersi e, pur avendo buone idee, esse rimanevano relegate nel proprio ciclo interno.
Secondo Di Meglio la nuova Direzione Nazionale dovrà contraddistinguersi nel dare vigore alle attività, rispettando l’Assemblea Nazionale che elabora le idee, ma progettandole e realizzandole con forza e convinzione.
Senza negare il passato insuccesso delle ultime elezioni R.S.U. Rino Di Meglio ha sostenuto che la nostra Associazione ha bisogno di riprendere in mano anche i sogni perché le grandi idee che si portano avanti non sempre sono realizzabili immediatamente e se ci si ferma per paura di non vederle subito realizzate si compie un errore.
Nel 2000, ha ricordato ancora, l’Associazione aveva la metà degli associati di oggi, attraversava un momento interno difficile, eppure è stata capace di avere una carica in grado di vincere le R.S.U.
La condizione da ricreare è la stessa: entusiasmo interno, coesione, grande tolleranza.
L’intervento poi ha affrontato diversi altri temi.
Le regole
Secondo Di Meglio , che ha ricordato il proprio pensiero espresso due anni fa nella stessa sede, la riforma dello Statuto sarebbe dovuta essere l’occasione per creare strutture più aperte e maggiore collegialità nelle scelte. In realtà lo statuto è migliorato ma si è persa un’occasione di crescita e certamente sarebbe un suicidio rimettere mano alle regole in questo periodo.
Una buona prassi, però, può risolvere molti problemi. La democrazia infatti, non è soltanto una scrittura di regole; nel sistema britannico, ad esempio, pur essendoci poche regole scritte, la prassi funziona.
La comunicazione
Secondo Di Meglio abbiamo assolutamente bisogno di una comunicazione di tipo professionale per far sì che le nostre idee non rimangano chiuse nell’associazione ma raggiungano il maggior numero di colleghi. Se portiamo in piazza 100 000 persone e non c’è la televisione noi non abbiamo fatto nulla, possiamo vincere solo se creiamo la notizia. Un impegno grande per i prossimi mesi sarà proprio quello di dare visibilità all’Associazione.
Associazione professionale o sindacato?
Abbiamo discusso su questo argomento negli anni, è un problema che non esiste perché non esiste nessuna associazione professionale, degna di questo nome (magistrati, giornalisti, medici), che non sia anche un’associazione sindacale. Essere associazione professionale dà alcuni vantaggi, sarebbe infatti una stupidaggine pensare di poter ottenere l’area separata dalla contrattazione. Questo è invece un compito dell’associazione che, come ha fatto in vista delle elezioni politiche, deve rivolgersi al mondo politico ed ottenere attenzione. I presidi, per diventare dirigenti, hanno seguito questa strada e, qualsiasi coalizione vi fosse al governo, ricevevano ascolto dal mondo politico. La Gilda deve fare altrettanto, far capre ai politici che anche se i sindacato confederali e SNALS hanno la maggioranza di iscritti nel comparto, non hanno la maggioranza dell’opinione degli Insegnanti: siamo noi a rappresentarla!
La rappresentanza sindacale e le R.S.U.
E’ una battaglia da riprendere
Non esiste in alcun Paese civile una regola per la quale o firmi un contratto con la pistola alla tempia o sei escluso dalle contrattazioni successive. Si tratta di una regola anticostituzionale ed incivile, contraria a quelle Leggi che dovrebbero essere scritte nei cuori dei cittadini prima che sulla carta.
Citando l’ articolo 39 della nostra Costituzione in cui si definisce libera l’organizzazione sindacale e si ribadisce che le associazioni sindacali rappresentano i lavoratori unitariamente, in proporzione ai loro iscritti, stipulando contratti collettivi, Di Meglio ha fortemente criticato l’attuale meccanismo, sostenendo che la Gilda dovrà andare avanti nelle sedi politiche e, se necessario, anche in quelle giudiziali e, nazionali ed extranazionali, spendendo le proprie energie in una battaglia che è di civiltà, prima che della Gilda degli Insegnanti.
Una volta stabilito che il 5% è la quota per ottenere la rappresentatività, nessun sindacato dev’essere obbligato a sottoscrivere contratti ed essere sottoposto a coercizioni di alcun tipo.
Sicuramente sperare che i sindacati maggioritari, da soli e per loro bontà, contrattino di eliminare le R.S.U. è una pia illusione, interagire invece con il mondo politico, rendendo chiaro che la professione dell’insegnante, tutelata dall’articolo 33 della Costituzione, è diversa da qualsiasi lavoro dipendente è possibile.
Non è infatti ammissibile esercitare la funzione docente in una scuola azienda dove il preside – manager, ha proseguito Di Meglio, fa la parte del “padrone” e noi dobbiamo organizzarci nelle R.S.U.
Per avere una scuola di qualità gli insegnanti non devono più essere frustrati, non solo dal punto di vista economico, destino storico della nostra categoria, ma anche da quello del riconoscimento del ruolo sociale del lavoro. Il consiglio superiore della docenza, proposto dalla Gilda a suo tempo, potrebbe sicuramente ridare valore al nostro mestiere.
Chiederemo al mondo politico di eliminare le R.S.U. o, almeno, di cambiarne il meccanismo elettorale, ma, nello stesso tempo, chiederemo anche ai colleghi di candidarsi e di impegnarsi.
Il fondo dell’Istituzione scolastica
Su questo argomento il candidato coordinatore è stato molto chiaro, è un problema che noi dobbiamo sollevare e risolvere, esso rientra nella logica della scuola – azienda ed è diventato il fondo del dirigente scolastico, non dei docenti, anche perché le R.S.U. sono spesso espressione di conflitto d’interessi.
Se questo fondo serve per la didattica possiamo ragionarci ma se, come succede, esso serve a pagare un numero illimitato di collaboratori del dirigente perché questi soldi non possono essere tolti dal contratto dei dirigenti, invece che da quello dai docenti?
I poteri dei dirigenti
Con l’autonomia, così com’è stata concepita, i poteri sono fortemente in mano ai dirigenti scolastici, la nostra posizione di richiedere la presidenza del collegio dei docenti per i docenti è una posizione forte, condivisa, dobbiamo proseguire questa strada.
Il contratto
Prepareremo la piattaforma entro ottobre ma dobbiamo evitare di metterci nelle condizioni o di non ottenere nulla o di non poter mai sottoscrivere un contratto, un conto sono le richieste politiche, un altro quelle contrattuali ragionevolmente raggiungibili. Ripensando all’ultimo contratto Di Meglio ha rilevato che, pur avendo ottenuto alcuni risultati, la Gilda non abbia saputo spenderli, ancorandosi ad una posizione massimalista.
Il massimalismo velleitario non serve alla nostra associazione, ci sono già i COBAS che fanno uno sciopero alla settimana a cui nessuno aderisce e dicono no a tutto ; noi abbiamo anche la responsabilità di essere propositivi, è questo, anche se non è certamente un ruolo facile, che deve contraddistinguere la nostra azione.
L’organizzazione interna
Di Meglio si propone inoltre di cambiare la marcia nell’Associazione con maggior velocità nelle decisioni e più trasparenza.
La Direzione Nazionale, nelle memorie del nuovo coordinatore, è sempre stata nella Gilda una replica dell’assemblea nazionale in cui si arrivava, si facevano discussioni intelligenti e dotte, ma, in seguito, quasi nessuno restava a mettere in opera quello che si decideva.
Secondo Di Meglio invece la D.N. dovrà essere come un consiglio di amministrazione con un lavoro preparatorio e una delegazione politica intesa come organo collegiale esecutivo.
Allo stesso modo la trasparenza delle scelte e delle decisioni sarà prioritaria, in tutte le sedi, perché la Gilda degli Insegnanti è di proprietà degli iscritti e tutto ciò che viene fatto dev’essere disponibile per tutti.
Di Meglio assicura maggiori possibilità di incontro, di dialogo, occasione per costruire un sentire comune, un’omogeneità culturale, ben lontana dal pensiero unico, ma prodotto e patrimonio del lavoro comune.
Centro studi e Centro di formazione
A parere del coordinatore il Centro Studi è molto importante per un’associazione come la nostra, occorre impegnarsi per organizzare almeno tre o quattro convegni nazionali importanti all’anno, occorrono progetti, idee, risorse.
Il Centro di formazione, con persone competenti e di buona volontà sarà riorganizzato in tempo per poter essere accreditato
La Gilda degli Insegnanti, dal canto suo, dovrà essere in grado di elaborare alcune grandi linee di proposta di riforma.
Assemblea Nazionale
Di Meglio si è impegnato a riferire e ad informare l’Assemblea Nazionale, anche sulle sue possibili difficoltà nel portare a termine il difficile compito per cui si è candidato.
Consapevole del fatto che non esiste l’uomo della Provvidenza che possa risolvere tutti i problemi Rino Di Meglio è certo che esistano squadre che possono lavorare bene e per il bene dell’associazione.
L’incontro con il Ministro
Di Meglio, auspicando la fiducia dell’assemblea, ha parlato anche del prossimo incontro con il Ministro in cui lo informerà delle cose che egli può fare subito. E’ indubbio infatti che la Moratti abbia forzato su tutor, anticipo nella scuola per l’infanzia e portfolio, non serve alcun decreto, sarebbe un atto offensivo, equivalente al riconoscimento di una violazione della legge; è sufficiente invece una semplice dichiarazione del Ministro. Per tutto il resto, a partire dalla riforma delle superiori, servono atti amministrativi.