Delibera del Collegio dei docenti del Circolo Didattico di Breda di Piave in merito alla “Riforma Moratti”

  Il Collegio dei docenti del Circolo Didattico di Breda di Piave, considera in modo estremamente negativo l’attuale momento della scuola italiana.

Ci troviamo infatti in una fase di passaggio tra l’ordinamento scolastico imperniato sulla Riforma del 1990 (i moduli e i teams) e la riforma Moratti.

Questo passaggio però, non è fondato su una approfondita e anche critica analisi dell’esperienza didattica dei quindici anni precedenti, infatti:

-         non tiene conto di tutta la ricchezza delle esperienze scolastiche basate sulla cooperazione didattica e sulla condivisione nei teams docenti

-         non tiene conto assolutamente della voce degli insegnanti, che in questa stagione, pur fra mille difficoltà, hanno fatto della scuola primaria italiana una delle migliori realtà europee

-         non tiene conto del fatto che le difficoltà della scuola si sono via via ingigantite a causa del processo di aziendalizzazione che sottoponendo l’istituzione alle aride leggi economico-finanziarie, non riesce più a coglierne la specificità e ne annulla gli aspetti qualitativamente migliori.

 

Questo passaggio si configura come uno smantellamento vero e proprio.

 

Per noi insegnanti è veramente penoso assistere a tutti gli “spot” pubblicitari, dove “la scuola cresce con te”, “abbiamo ascoltato genitori, studenti, insegnanti e …”, “finalmente la scuola farà grammatica e geometria”, “bambini fatevi imprenditori di voi stessi” e via chiacchierando.

Perché sappiamo che la realtà è altra cosa!

 

-         Abolendo i moduli, l’introduzione della figura professionale definita “tutor” crea una gerarchia in cui un soggetto centralizzatore delle funzioni didattiche e delle responsabilità di comunicazione con le famiglie, avrebbe la pretesa di coordinare le attività scolastiche di un gruppo docente in posizione subordinata. Sembrano premesse per una “guerra civile pedagogica”.

-         I laboratori, prefigurati come spazio utile alla valorizzazione di percorsi rivolti alla persona, nella pratica sono opzionali e limitati nell’orario.

-         La lingua inglese mantiene lo stesso monte ore precedente distribuendolo su cinque anni anziché tre.

-         L’informatica, che nella relazione ministeriale di sintesi sugli esiti della riforma, viene esaltata in modo smisurato, deve comunque tener conto delle effettive dotazioni delle scuole.

-         Molte altre sono le perplessità che emergono ma non ci sembra di vedere la disponibilità a tenerne veramente conto.

 

Pensiamo che qualunque itinerario di Riforma non possa prescindere da una contestuale valorizzazione delle professionalità docenti sancita da un adeguato piano contrattuale e da forti investimenti finanziari nella scuola statale.

Confidiamo che la scuola italiana, mentre rileva i limiti gravi degli attuali passaggi della Riforma, acquisti la consapevolezza e la forza morale necessaria al rigetto di tutto il disegno riformatore elaborato dall’attuale Ministero.

Pertanto il Collegio dei docenti del Circolo Didattico di Breda di Piave rifiuta con fermezza ogni invito ad anticipare surrettiziamente una Riforma che ritiene perniciosa per il sistema scolastico italiano.

Carbonera, 8 ottobre 2003                                             

       IL COLLEGIO DEI DOCENTI  DEL CIRCOLO DIDATTICO DI BREDA DI PIAVE