CONSIGLIO NAZIONALE Cattolica, 23 – 24 maggio 2003

Le scuole dell’infanzia e l’elementare, accreditate ai primi posti a livello mondiale e già interessate da riorganizzazioni continue, non avevano bisogno di una riforma basata su un destrutturante anticipo e sulla pretesa d’imporre nuovi modelli organizzativi e didattici non validamente sperimentati, per niente meditati, irrazionali e modellati sulle pretese delle famiglie.
Riconfermata
la necessità di un riconoscimento da parte della società civile del ruolo e
dell’identità del Docente che continueremo a tutelare, difendere e sostenere;
ribadita la propria contrarietà ad un contratto che non è decisivo per i colleghi e distribuisce, oltre al recupero dell’inflazione programmata, un irrisorio aumento, di poco superiore 1%, negando persino l’inserimento delle 2 ore di programmazione per i maestri delle elementari nelle 40 ore di attività connesse alla funzione, come per tutti gli altri docenti ;
premesso
che la riforma e
la volontà del Governo attuale di modificare lo stato giuridico dei
docenti aprono uno scenario sempre più incerto e basato sulla differenza
gerarchica tra docenti, mediante l’attribuzione di incarichi di
collaborazione, tutoraggio e valutazione, compiti diversi dall’insegnamento;
Il S.A.M. – GILDA
Non
condivide la creazione di un progetto formativo, appesantito da una burocratica
raccolta di documentazione (portfolio), in cui le decisioni delle famiglie
diventano prescrittive per i docenti, esecutori passivi di decisioni altrui, in
violazione della libertà costituzionale d’insegnamento, confondendo il
diritto delle famiglie alla partecipazione con una vera e propria intromissione
nella sfera delle competenze professionali dei docenti.
Non
approva la costituzione di laboratori, intesi come accorpamento di più classi,
riduzione brutale degli organici e coinvolgimento di esperti esterni
profumatamente retribuiti.
Contesta le sistematiche interferenze dei dirigenti scolastici
che spesso, con l’uso strumentale dell’autonomia scolastica, intaccano le
prerogative dei collegi dei docenti, sovraccaricando le scuole di inutili
progetti ed attività che, quasi mai, hanno concrete ricadute sulla qualità
della scuola.
Sottolinea l’occasione
mancata di creare una formazione universitaria di pari valore per tutti i
docenti dei diversi ordini di scuola, premessa indispensabile per raggiungere il
ruolo unico dei docenti, infatti la laurea in scienze della formazione è più
breve di quella conseguita presso le SISS.
Denuncia la scorretta intrusione nel mondo dei docenti
dell’A.N.P. , rappresentante dei nostri datori di lavoro, che sta tentando di
proporsi anche come sindacato dei propri dipendenti.
Disapprova il disinteresse di chi rappresenta lo Stato per il
peggioramento delle condizioni di insegnanti e alunni nelle scuole italiane,
ammassati in classi sempre più numerose, privi di sostegno e di attività
d’integrazione.