Chi tutelano?

 

E’ noto a tutti come specifiche normative europee, il Codice Civile e le norme contrattuali, prevedano che l’orario dei dipendenti a tempo parziale, sia proporzionale alla retribuzione percepita.

E’ ovvio altresì che, per un banale principio di equità, qualsiasi lavoratore venga richiesto di svolgere orario supplementare, ha il sacrosanto diritto di vedersi retribuire l’eccedenza di lavoro rispetto allo stipendio.

Fatta questa premessa, non possiamo che esprimere il nostro stupore per aver visto comparire contemporaneamente sui siti della CGILe CISL Scuola l’affermazione che

 

“Il personale docente a part-time deve adempiere, nel modo seguente, alle attività di carattere individuale e collegiale: - preparazione delle lezioni e delle esercitazioni; correzione degli elaborati; rapporti individuali con le famiglie (per intero)

- collegio dei docenti, attività di verifica iniziale e finale, informazione periodiche alle famiglie (40 ore per intero)

- svolgimento di scrutini ed esami, compresa la compilazione degli atti (per intero)

-          partecipazione ai consigli di classe, interclasse, intersezione (il "tetto" delle 40 ore deve essere rapportato in proporzione all’orario effettuato).” (CISL Scuola)

“Il personale docente in part-time ha gli stessi obblighi del personale docente a tempo pieno per quanto riguarda la preparazione delle lezioni e delle esercitazioni, la correzione degli elaborati ed i rapporti individuali con le famiglie regolati da ciascuna scuola. Ha gli stessi obblighi per quanto riguarda gli impegni collegiali (40 ore l’anno) e l’informazione alle famiglie sui risultati degli scrutini trimestrali, quadrimestrali e finali (art. 42 c. 3 lett. a del CCNL/95), gli stessi obblighi per quanto riguarda scrutini ed esami. Solo per la partecipazione ai consigli di classe, interclasse e intersezione, l’impegno deve essere proporzionale all’orario effettuato (OM n. 446/97).” (Cgil Scuola)

 

(Queste informazioni apparivano alla voce “scadenza delle domande di part-time,”ricordiamo che il termine di presentazione delle suddette domande scadeva lo scorso 15 marzo, mentre i documenti sui due siti risultano pubblicati in data successiva e per verificare questo è sufficiente cliccare sulle proprietà della pagina in questione)

 

Per CGILe CISL, gli insegnanti in part-time lavorano gratis per lo stato!

I due siti ufficiali sindacali giustificano questa loro interpretazione basandosi su un’ordinanza ministeriale del 97.

Ma che stranezza! L’orario di lavoro non è una competenza esclusiva dei contratti, in base alle leggi vigenti?

Che c’entrano le ordinanze ministeriali? Lo dobbiamo insegnare noi ai due maggiori sindacati firmatari di contratto?

Non è la prima volta che, con grande amarezza, ci troviamo a constatare come, nella scuola, certi sindacalisti vogliano tutelare soltanto capi d’istituto e altro personale. Comunque la colpa è anche di tutti quei colleghi che, nonostante le numerose bastonate ricevute, continuano a rimanere iscritti.

Ci si meraviglia poi che, in queste condizioni, gli insegnanti italiani siano quelli che più in Europa snobbano il part-time! Se all’uguale carico di riunioni, rispetto al full-time, aggiungiamo gli orari frazionati cui spesso sono sottoposti i colleghi, la scelta  del tempo parziale risulta davvero un affare pessimo.