CONGRESSO NAZIONALE   Montecatini, 23 e 24 ottobre 2002

 

 

DOCUMENTO

approvato all’unanimità dai membri del Congresso

 

Riconfermato il valore del patto federativo che unisce il SAM alla Gilda degli Insegnanti con una formula che, valorizzando le specificità, ha favorito la crescita di entrambe le associazioni;

ribadita la propria piena adesione alla piattaforma contrattuale della GILDA, votata con il contributo dei delegati SAM-GILDA all’Assemblea Nazionale della GILDA;

premesso che la scelta di un modello di scuola è una scelta politica di competenza parlamentare e il S.A.M. - GILDA, in quanto sindacato realmente autonomo, non ha mai voluto proporre una forma organizzativa definita, quale formula ideale da generalizzare;

 

il S.A.M. – GILDA, in questo momento di riforme,

Chiede autonomia nell’organizzazione interna ai singoli Istituti e il riconoscimento della responsabile competenza dei Collegi dei docenti nelle scelte possibili per la valorizzazione delle risorse a disposizione.

Evidenzia alcuni aspetti della realtà scolastica a cui la riforma non dà soluzione e che sono identificabili quali fattori di dequalificazione della scuola statale italiana:

-         la crescente iscrizione di immigrati senza un contestuale supporto organizzativo e didattico;

-         la dispersione delle conoscenze per l’aumento continuo delle più diverse educazioni e di nuove discipline.

Lamenta la mancata ricerca di una condivisione sulla riforma, da parte degli insegnanti, non interpellati né individualmente né collegialmente.

Denuncia la logica che emerge di una riforma che:

-         mira solo al risparmio, con pesanti tagli al personale e tagli alle risorse finanziarie;

-         perde di vista i connotati pedagogici e formativi della scuola;

-         diventa una risposta alle esigenze ed alle richieste delle famiglie più che del bambino;

-         subordina l’offerta formativa anche ai limiti posti dalle finanze comunali (specialmente per      la scuola dell’infanzia), lontana dall’assicurare percorsi di eccellenza a coloro che hanno capacità e competenze per compierli (art. 34 della Costituzione).

Condanna una volta di più gli anticipi dell’iscrizione alla scuola dell’infanzia ed elementare, non sostenuti da alcuna motivazione valida, ma solo da quella nefanda di far pesare a questi due ordini di scuola l’incapacità di offrire alle famiglie asili-nido poco costosi e diffusi in tutto il territorio nazionale.

Respinge l’idea di dover “documentare” (portfolio, piani di studio personalizzati…) tutto ciò che si pensa-si fa-si dice, costringendo i docenti sempre più ad un ruolo impiegatizio con un aggravio burocratico anche pernicioso per gli alunni, schedati indelebilmente secondo una visione meccanicistica della formazione della personalità.

Osserva, nella determinazione degli “obiettivi specifici di apprendimento”, una frequente confusione tra finalità, obiettivi, metodi, percorsi didattici e contenuti, limitando in tal modo la libertà d’insegnamento, di scelte metodologiche e di innovazioni didattiche; troppi sono gli obiettivi e spesso inadeguati all’età dei bambini.

  Segnala i problemi edilizi, economici, organizzativi e legati alla sicurezza ambientale, sia in relazione all’anticipazione delle iscrizioni ai due ordini di scuola sia alla generalizzazione dei previsti laboratori.

 

Il S.A.M. - GILDA

 Denuncia l’iniqua disparità ancora esistente tra docenti che, con titolo abilitante di pari valore e con analoghi doveri professionali, non beneficia degli stessi diritti soltanto perché assunto con contratto a tempo determinato o indeterminato oppure perché insegnante in un altro ordine di scuola; l’unicità della funzione docente va concretamente attuata anche rendendo omogenei gli orari di insegnamento e il calendario scolastico, almeno quelli della scuola dell’infanzia e della scuola elementare.

Indica la necessità di superare la visione diffusa, ma distorta, che valuta l’impegno dei docenti limitatamente alle ore di insegnamento, non considerando che l’impegno professionale è ben più complesso e tale da dover essere considerato “lavoro usurante”.

Pretende il doveroso riconoscimento della identità e del ruolo del docente, sia attraverso un contratto collettivo nazionale specifico, sia con la valorizzazione del lavoro in classe, con gli alunni, eliminando le funzioni aggiuntive emerse negli ultimi Contratti che riguardano aspetti organizzativi e amministrativi, se non addirittura propri dei “badanti”.

Suggerisce, di conseguenza e quale forma di risparmio, di mantenere il fondo d’Istituto soltanto per le spese correnti, il pagamento delle supplenze temporanee, le attività aggiuntive d’insegnamento e quelle funzionali all’insegnamento, soltanto se non avulse dagli aspetti didattici.

Chiede pertanto l’eliminazione di: Funzioni Obiettivo e di collaboratori del Dirigente scolastico, siano essi con incarico continuativo o temporaneo, con il contestuale inserimento di questi fondi nello stipendio tabellare di tutti gli insegnanti, per colmare almeno in parte il divario tra lo stipendio dell’insegnante italiano e quello dei colleghi europei e per ovviare alle situazioni inique conseguenti l’istituzione nella scuola delle RSU, che hanno l’imbarazzante incarico (e nessun reale potere) di estorcere contratti per elargire miserabili compensi.

 Denuncia la pericolosità di una prevalente precarizzazione dei docenti che non garantisce continuità didattica agli alunni e lavorativa agli insegnanti, i quali annualmente devono rapportarsi con realtà scolastiche diverse.

Richiede che sia prevista, per la formazione dei docenti, la fruizione di un periodo sabbatico.

 

Il S.A.M. - GILDA richiama l’attenzione dell’opinione pubblica, delle famiglie, del Parlamento e del Governo sulla necessità di sostenere in modo efficace la scuola statale, unica garante di una formazione laica e democratica, a fondamento di una società libera e di uomini profondamente liberi.