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Un’incredibile sequela di insulti nei documenti degli amministratori dell’Ente. di Rino Di Meglio |
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A cura del Consiglio di Amministrazione, sul sito nazionale dell’E.N.A.M., sono apparsi due comunicati ufficiali, che attaccano le nostre posizioni, conditi da pesanti insulti.
Non ci sembra un bell’esempio di educazione…da parte di insegnanti.
Va premesso come le nostre critiche, anche dure verso l’Ente, non siano mai scadute nell’attacco personale agli amministratori di cui, fino a prova contraria, non mettiamo in dubbio buona fede ed onestà, così come non abbiamo difficoltà a riconoscere che la situazione dell’Ente oggi sia meno disastrosa rispetto al passato.
Restiamo concettualmente contrari alla trattenuta obbligatoria sugli stipendi dei maestri e consideriamo superata, per gran parte, la modalità di assistenza erogata dall’E.N.A.M., tuttavia se il giudizio della maggioranza dovesse essere diverso, offriremo il nostro contributo critico e costruttivo per migliorarne l’efficienza.
Veniamo ora alle critiche mosse alle nostre posizioni.
1) Si nega che l’ente sia sopravvissuto anche attraverso peripezie giudiziarie in quanto, afferma il comunicato, sarebbe stato sottratto alle procedure del DPR 616/1977 dalla legge 167/91. E’ sufficiente confrontare le date! Nel 1977 l’Ente fu individuato tra quelli inutili e la procedura venne sospesa da parte dell’Ente con ricorsi alla magistratura amministrativa, solo quattordici anni dopo una legge fece sì che l’Ente non venisse sciolto.
2) Sul fatto che le prestazioni siano adeguate o meno ai tempi moderni è solo questione di opinioni. Fa sorridere l’impiego di fiumi d’inchiostro per spiegare che i maestri anziani non siano assistiti solo attraverso l’unica casa di riposo, ma che da qualche anno ci siano anche sussidi in denaro ai non autosufficienti. Se gli assistiti in servizio sono 320.000, si suppone che quelli in quiescenza ed anziani siano almeno altrettanti sul territorio nazionale, figuriamoci a che cosa possa servire un’unica casa di riposo e qualche contributo, necessariamente saltuario e riferito a pochi casi. Non si smentisce affatto che le case-soggiorno dell’Ente vengano utilizzate anche per convegni e riunioni sindacali a basso costo, si precisa solo che esse sono gestite da società esterne e quindi se ospitano congressi sindacali….l’ENAM non c’entra.
3) Bilanci dell’ENAM: veniamo attaccati perché abbiamo affermato che procurarseli è un’impresa. Bene, perché allora i bilanci degli ultimi quattro anni non vengono pubblicati nel sito dell’Ente in modo che tutti possano giudicare? Chi scrive è socio involontario dell’Ente da ben 32 anni, e mai ha ricevuto una delle 250.000 copie in cui, si dichiara, venga diffuso il bilancio. I Comitati provinciali ENAM della Venezia Giulia, che la maggioranza dei maestri di quelle province ci hanno consentito di amministrare, non sono in possesso dei bilanci nazionali e non li hanno mai ricevuti. A noi, fino a prova contraria, in quelli che siamo riusciti ad esaminare, le uscite per prestazioni risultano storicamente inferiori al 50% della voce entrate. Le chiacchiere sono tali ma sulle cifre c’è poco spazio di discussione, la pubblicazione dei bilanci sarebbe dunque un’argomentazione trasparente e risolutiva, soprattutto per i contribuenti. I rilievi sui residui passivi enormi dell’ ente, cioè su somme stanziate e non spese (46 milioni di Euro), non sono nostri, ma della Corte dei Conti, sicuramente più esperta di noi poveri insegnanti nel leggere i bilanci. Chiunque può andare sul sito www.corteconti.it e leggere la relazione in cui l’Ente viene definito ipofunzionale, si rileva che non avesse terminato l’inventario di propri beni, che affidasse incarichi senza applicare la normativa contrattuale concernente gli appalti, che mancassero le rendicontazioni delle spese dei Comitati provinciali ecc.
Determinazione n. 61/2001 e Relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell'ENTE NAZIONALE DI ASSISTENZA MAGISTRALE (ENAM)per gli esercizi 1999 e 2000 - 6/8/2002 Il Comunicato n. 2
Infastidito dalla tesi giuridica da noi sostenuta con il parere dei nostri legali, e cioè che a seguito del nuovo sistema di privatizzazione del rapporto di lavoro dei pubblici dipendenti la trattenuta E.N.A.M. non sarebbe più obbligatoria, tesi che sosterremo presso la magistratura con dei ricorsi pilota già presentati, l’E.N.A.M., sempre utilizzando anche i nostri soldi, anziché con argomenti giuridici, risponde con pesanti offese ed insulti, affermando che le posizioni della GILDA sarebbero truffaldine e conclude addirittura invitando a non votare la nostra lista.
Tralasciando gli insulti, gli argomenti del Consiglio di Amministrazione dell’E.N.A.M. contro di noi sono due: primo, siccome la GILDA è piccola e gli altri sindacati sono grandi e non si sono accorti della trattenuta illegittima, allora la trattenuta è legittima; secondo, la legge istitutiva dell’ENAM del 1947 è stata confermata da una seconda del 1957 (attenzione alle date !!!), quindi il D.lvo 165/2001 non avrebbe effetti. Se questi sono gli argomenti difensivi dell’ENAM allora porgono un motivo in più per moltiplicare i nostri ricorsi.
Riguardo al contenuto iroso ed offensivo dell’attacco, in quanto colpito come rappresentante legale del SAM-Gilda, autore degli scritti in questione e capolista nazionale, informo di aver senza indugi già consegnato al mio legale il mandato di procedere in sede penale.
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