
R.S.U. - SI VOTA UNA PERSONA, MA ANCHE UN'IDEA!
La rappresentatività sindacale si raggiunge quando l'organizzazione raggiunge almeno il 5 per cento del totale, calcolato per il 50 per cento sui voti conseguiti alle Rsu e, per l'altro 50 per cento sulle deleghe in busta paga (le cosiddette tessere).
La rappresentatività, vale a dire il “peso” di un
sindacato, è deciso dai colleghi , scegliendo, con il voto o con l’iscrizione,
il sindacato da cui si vogliono far rappresentare: chi raggiunge il 5% potrà
fruire di distacchi (o aspettative non retribuite), di permessi e ottiene il
diritto di indire assemblee nelle scuole.
Il requisito della rappresentatività è il presupposto necessario per
partecipare alla contrattazione.
I sindacati della scuola rappresentativi sono: Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda-UNAMS, malgrado ciò il 60 % dei lavoratori del comparto scuola non è sindacalizzato.
Il procedimento elettorale delle R.S.U. impedisce sia la presentazione di liste nazionali che provinciali, imponendo una lista per ogni singola Scuola: sono 12.000 le istituzioni scolastiche in Italia.
Oggi nella scuola lavorano circa 834 000 docenti e 250 000 ata , oltre 1 milione di persone che votano o potrebbero votare.
Tra le stranezze dell’elezione salta all’occhio che ben 225000 precari possono solo votare, non candidarsi.
La somma delle firme richieste per validare le liste raggiunge numeri sorprendenti : servono oltre 24.000 sottoscrittori per presentare liste in ogni scuola e almeno altri 12 000 membri delle commissioni elettorali e scrutatori per controllare che l’elezione avvenga in modo corretto.
E’ un’ impresa difficile per la Gilda degli Insegnanti ma è anche necessaria per un semplice istinto di trasparenza e democrazia che ci contraddistingue da sempre.
E’ importante avere un collega che ci rappresenti e che sia vicino ai nostri problemi, ma potrebbe essere anche un qualunque collega, giusto, intelligente e capace, al limite si potrebbe eleggere anche una persona di un altro sindacato o persino uno che si candida per una qualsiasi lista, ma combattivo e capace, come si fa quando si vota una persona, non una sigla.
Purtroppo in queste votazioni non può essere così: la loro vera importanza è trascurata, io credo anche un po’ taciuta per vergogna dai confederali!
E’ il riconoscimento della “maggiore rappresentatività” il risultato più importante di tutta l’operazione elettorale: così si stabilisce chi acquisisce tutti i diritti sindacali e chi prende parte alla contrattazione nazionale di comparto.
Non si vota SOLO una persona, si vota ANCHE un’idea.
In nome di questa idea, che per la Gilda degli Insegnanti significa contratto separato per i docenti, stipendio veramente europeo, prossimi aumenti nel tabellare, non nel calderone del fondo di istituto, dignità alla professione, diritti certi, contratti scritti per farsi capire, non interpretare dai D.S., io spero che molti colleghi iscritti e simpatizzanti, decidano di impegnarsi in prima persona, moltiplicando le nostre liste ed i consensi.
Le RSU, risultato della contrattualizzazione del rapporto di lavoro nel pubblico impiego, sono delegate a negoziare con il dirigente scolastico che agisce “con la capacità e i poteri del privato datore di lavoro” (art. 5 DLgs 165/2001), eppure spesso accade che RSU e dirigente scolastico siano iscritti allo stesso sindacato: un po’ come se Agnelli fosse stato iscritto alla FIOM invece che alla Confindustria! E’ una strana idea di democrazia del lavoro, alla scuola porta solo confusione.
Se sei un insegnante la Gilda è per te. Non dimenticartene quando andrai a votare, la persona che sceglierai potrebbe essere il tuo preside!
Laura Razzano