LA MALATTIA BREVE DECURTA LO STIPENDIO
Sembra questo il senso paradossale del provvedimento previsto per le prossime settimane, in applicazione della pronuncia dell’ARAN (l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche Amministrazioni). In pratica si tratta di una fetta dello stipendio percepito negli ultimi tre anni in occasione di malattie inferiori a 16 giorni, cioè praticamente tutte, escludendo le degenze ospedaliere e le patologie più gravi.
Prossimamente, forse già in occasione del conguaglio annuale, i docenti, che dal luglio 1999 sono stati assenti per “breve” malattia vedranno alleggerito il proprio cedolino con effetto retroattivo. Sarà loro trattenuto il compenso accessorio (indicato in busta paga con il termine di “retribuzione professionale docenti”) relativo a tutti i periodi di malattia compresi nel periodo suddetto.
Come dire: “restituite il maltolto.
Quando vi ammalate siete meno professionali e non vi meritate tutto lo
stipendio!”
Dovremo dunque pagare una sorta di “ticket” anche al tesoro: E’ questo l’effetto di aver riconosciuto ai docenti, da parte dell’ARAN e dei sindacati firmatari del CCNI del 1999 (Confederali e Snals) non l’indennità di funzione, ma, bontà loro, la R.P.D. (vale a dire la retribuzione professionale docenti: un contentino mensile di natura accessoria, non tabellare e non computabile ai fini pensionistici).
Il Ministero del tesoro ha già invitato le segreterie scolastiche a comunicare tutte le malattie non superiori a 15 giorni, al fine di poter predisporre le dovute trattenute a breve scadenza e con effetto retroattivo. E’ in questo modo che si pensa di portare i nostri stipendi a livello europeo?
MASSIMO PAGGI