Note
sull’
di Rino Di Meglio
L'E.N.A.M. è un
ente assistenziale fondato quasi 60 anni fa e, configurandosi come un ente di
diritto pubblico, è sottoposto alla vigilanza del Mi
nistero
dell'Istruzione.
Le risorse dell'E.N.A.M. provengono da una trattenuta obbligatoria cui sono sottoposti tutti gli insegnanti di ruolo della scuola primaria e dell'infanzia, nonché i dirigenti scolastici provenienti dal ruolo dei direttori didattici.
La trattenuta mensile ammonta all'1% dell'80% dello stipendio, in sostanza mediamente una decina di Euro al mese.
Negli anni 70, una legge decise di intervenire per sfoltire il panorama italiano da un enorme numero di enti pubblici ritenuti inutili; tra essi vennero individuati anche l'E.N.A.M. e l'Istituto Kirner, analogo ente che riguardava i docenti delle secondarie.
Dopo varie peripezie, anche giudiziarie, mentre il Kirner veniva soppresso e trasformato in associazione volontaria, l'E.N.A.M. invece (dominato sempre dalla C.I.S.L.) venne mantenuto in vita insieme alla trattenuta obbligatoria.
Le funzioni dell'Ente sono di carattere assistenziale e, in tutti questi anni, non hanno subito sostanziali modifiche:
- assistenza integrativa sanitaria: consiste nell' erogazione di sussidi agli iscritti che sostengano spese sanitarie. Nel corso degli ultimi anni la soglia di spese sostenute dall' insegnante per accedere al contributo è stata innalzata sempre di più ed infine rapportata al reddito familiare. Si tratta in ogni modo di modesti aiuti, spesso molto tardivi, che non forniscono un reale supporto ai casi di bisogno veramente gravi;
- assistenza climatica: l 'E.N.A.M. gestisce alcune case-albergo nelle quali i maestri, mettendosi in fila, possono di tanto in tanto trascorrere una vacanza assieme ai loro colleghi. Tali luoghi possono pure essere utilizzati - a quanto sembra - dai sindacalisti amici del giaguaro per tenere congressi e convegni a basso costo (a spese ovviamente dei contribuenti);
- l 'Ente possiede una casa di riposo, una, dove il maestro fortunato potrà attendere la fine dei propri giorni in compagnia di colleghi;
- l'Ente gestisce ad Ostia una casa dello studente dove possono trovare ospitalità gratuita gli eventuali nostri orfani;
- assistenza scolastica: l'E.N.A.M. elargisce borse di studio agli studenti, figli meritevoli di iscritti bisognosi. Si tratta di un duplicato di quanto già viene effettuato dall 'I.N.P.D.A.P., analogamente ai piccoli prestiti.
Come si può vedere, si tratta di forme assistenziali superate e del tutto inadeguate ai bisogni della categoria, basterebbe dire che le cifre incassate sarebbero più che sufficienti a garantire ai 320.000 iscritti una decorosa polizza per l'assistenza sanitaria, anziché mantenere una struttura che si "mangia”. buona parte dei nostri soldi per alimentare se stessa.
Con un rapido calcoletto possiamo verificare che ognuno di noi versa a quest'Ente, nella propria vita lavorativa, almeno 5.000 Euro!
Due parole sul bilancio: innanzi tutto bisogna dire che andare a caccia dei bilanci dell'Ente è una vera impresa; neppure i Comitati provinciali ne vengono informati.
Dopo lunghe ricerche siamo riusciti a rintracciare il bilancio del 2002, attraverso la Corte dei Conti. Si tratta di un bilancio molto sintetico, pur tuttavia si notano degli elementi particolarmente gravi.
La cosa che salta agli occhi è la differenza tra quanto l'Ente incassa e quanto stanzia per i fini istituzionali, quanto cioè restituisce agli iscritti: meno della metà!!!
Nel bilancio 2002 a fronte di entrate pari a 57.521.374 Euro, sono iscritte spese a favore delle prestazioni per l'ammontare di 25.159.779.
Si legge inoltre l'incredibile cifra di 46 milioni di Euro per "residui passivi" cioè somme stanziate e non spese!
Una parte rilevante degli introiti se ne va per il mantenimento del personale e della struttura.
Questi dati oggettivi, da soli, dovrebbero far riflettere sull'opportunità di mantenere in vita un simile carrozzone.
Con queste argomentazioni ci batteremo per far cessare la trattenuta obbligatoria, un'anacronistica discriminazione a danno dei maestri, già pagati meno degli altri docenti e per la restituzione delle trattenute degli ultimi cinque anni, dal momento che questo balzello non trova legittimazione in alcuna norma contrattuale.
Ma se proprio si volesse tenere in vita l'Ente, almeno battiamoci per una gestione più trasparente e per un corretto utilizzo del nostro denaro.
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