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Ma
che cosa avrà da sorridere sempre? Considerazioni sul nuovo anno scolastico
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Ho visto il nostro ministro ieri sera in TV. Sorrideva rassicurante alle famiglie, parlava di inglese ed internet, la grande riforma della scuola italiana. Noi torneremo a scuola, mi immagino una collega di 46 / 47 anni, è questa l’età media di noi maestri, alle prese con queste devastanti “novità”. Inglese, ma non si insegna già da anni alle elementari? Non lo sanno gli insegnanti che sballottati tra un plesso e l’altro per svolgere le loro 22 ore sono alle prese con 7 classi, chilometri con la propria auto e, dalle mie parti, anche neve, nebbia e ghiaccio? Dove non si insegna è perché manca l’insegnante, il ministro sorride, ma non sa che sono tanti i colleghi che, vincitori di concorso, da 2 anni non vengono assunti in ruolo? Internet, un
computer in ogni scuola, bene, ma io che giro nelle scuole a parlare, le
vedo queste aule d’informatica in disarmo. Manca la carta? C’è un
guasto? Chiedi i soldi al Comune, poi al consiglio di Circolo, infine
arriva il tecnico, ripara il pc .. passa un mese e poi sei tranquillo,
fino al prossimo guasto o al prossimo virus che, ovviamente,
l’antivirus antidiluviano non ti saprà indicare. Vorrei proprio sapere in quante scuole esistono aule informatiche degne di questo nome, sappiamo i costi ma purtroppo non conosciamo i benefici di questo megapiano informatico. Provaci tu Moratti, ora che ci hai tolto le ore di sostegno e non ci hai mai trovato i mediatori linguistici a stare solo per un quarto d’ora in un’aula informatica con uno o due pc, 25 bambini tra cui un portatore di handicap che non sta seduto, 2 o 3 bambini extracomunitari appena arrivati che vorrebbero farsi capire nella loro lingua, quasi mai l’inglese, a sorridere ancora.
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Non c’è niente da ridere. Se poi ti capita il manager –dirigente, quello che vuole inserire 2000 progetti nel POF per piacere alle famiglie, ha l’attivismo sfrenato dell’aggiuntivo ed inventa riunioni per ogni occasione, annoia con soliloqui stucchevoli il collegio docenti che, preso dalla noia, dall’esigenza di tornare a casa a preparare la cena o semplicemente dalla rassegnazione, vota all’unanimità qualsiasi condanna (ore in più, lavoro gratuito, questionari di gradimento,obblighi mai sanciti da alcun contratto…) viene anche un po’ da piangere! Meno male che sono arrivati gli aumenti a consolarci un po’, guardate che erano gli arretrati da quando il contratto è scaduto, dal prossimo stipendio vi renderete conto del perché ce ne siamo andati dalle trattative. Meno male che una piccola rivincita ce la possiamo prendere con le prossime elezioni, basta con le mogli dei dirigenti elette come R.S.U., con i vicari eletti e onnipresenti, con le R.S.U. mute ed asservite ai sindacati tradizionali; scegliete un collega come voi, che ogni giorno a scuola fa del suo meglio per mandare avanti la baracca a dispetto delle riforme sulla carta, delle angherie quotidiane, della burocrazia soffocante e dei mille piccoli problemi a cui nessuno tiene oltre a voi; vedrete che sarà un collega del S.A.M. – Gilda. Fatelo soprattutto per voi e non rinunciate a candidarvi, i nostri eletti devono essere insegnanti che parlano come insegnanti, le fotocopie dei sindacalisti lasciamole a tutti gli altri, a volte l’ignoranza le rende più dannose degli originali!
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