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QUANDO L'INGIUSTIZIA NON PAGA!
Coordinatrice provinciale della Gilda di Novara Segretario provinciale del S.A.M. Gilda di Novara
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| Quest'estate l'efficiente C.S.A.di Novara ha informato sugli organici. La dichiarazione d'intenti siglata da Amministrazione e Sindacati regionali firmatari del Contratto Nazionale assicurava che i livelli quantitativi e qualitativi del servizio regionale non sarebbero diminuiti. Una bizzarra scheda di lettura di questa intesa, necessaria forse perchè i firmatari di contratto non sono mai sufficientemente chiari su quello che siglano, spiegava ai docenti che ciascun C.S.A avrebbe "fatto interventi per distribuire l'organico di diritto contraddicendo i criteri stabiliti, ma ciò sarebbe stato necessariamente recuperato in fatto e le scuole sarebbero state preventivamente informate di questi interventi". Veniva assicurato ai docenti che le scuole che si fossero viste " ridurre l'organico attraverso forme varie di spezzatino avrebbero recuperato ciò che spettava". Che dire dunque di quella Prof che si presenta da me a dire che le avevano trasformato la cattedra in "spezzatino" senza neppure che vi fosse alcuna riduzione d'organico? L'Insegnante di Educazione Tecnica si era infatti vista spezzettare la propria cattedra su ben tra scuole: 6 ore a Fara, distante 26 chilometri da Novara, scuola secondaria di I gradio di titolarità in un istituto comprensivo comprendente tre scuole medie, 6 ore a Novara in una scuola secondaria di I gradio ed altre 6 ore in una differente scuola secondaria di I gradio, sempre a Novara. La cosa più incomprensibile era che nell' I.C. si erano liberate molte ore (24) e addirittura 9 di esse erano state attribuite a un collega DOP. Sembrava una svista del C.S.A., un'incongruenza sanabile con una telefonata, ma a nulla sono valsi gli interventi presso i funzionari e neppure una garbata richiesta di revisione della cattedra veniva presa in considerazione, benché inviata il 26 giugno dall'interessata. Trascorso quasi un mese di inutili tentativi, tra risposte sgarbate e inconcludenti, abbiamo deciso di tutelare la collega perchè l'ingiustizia era tale da dover essere almeno combattuta. Abbiamo avviato il Tentativo obbligatorio di conciliazione presso la Direzione Provinciale del Lavoro il 22 luglio ma, dati i tempi ristretti, correvamo il rischio di veder iniziare l'Anno Scolastico senza che nulla fosse cambiato. Siamo così stati costretti a rivolgerci, il 25 luglio 2005, al Tribunale Ordinario di Novara presentando un Ricorso ex Art. 700 c.p.c., attraverso il nostro consulente legale, Avv. Silvia Bertone del Foro di Vercelli. Il 18 agosto, finalmente, abbiamo avuto ragione, il Giudice rileva che il C.S.A non sa adeguatamente spiegare i parametri utilizzati per l'adeguamento dell'organico alla situazione di fatto, trattandosi di criteri di abbinamento automatico delle cattedre esterne, e ordina al C.S.A., che obbedisce, di restituire le ore alla Professoressa. Leggi Il 14 settembre la decisione sarà resa definitiva dagli esiti del Collegio di conciliazione. Questa è una storia finita bene, ma quante di situazioni di questo genere potrebbero essere risolte senza la carta bollata? Perchè nella scuola, per far valere il buon senso, occorre rivolgersi al Giudice, spendere soldi e tempo? Se un giorno sedessimo al tavolo delle trattative dovremo pretendere, nei contratti di qualsiasi livello, la chiarezza assoluta, il rispetto della professionalità e dignità dei nostri colleghi e, non guasterebbe, anche un buon Italiano, che non necessiti di traduzioni dal sindacalese. Ringrazio di cuore i nostri dirigenti nazionali Franco Capacchione e Rino Di Meglio senza i cui suggerimenti sarebbe stato impossibile raggiungere questo risultato.
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