UN
APPELLO PER LA SCUOLA MATERNA: NON È SOLO GIOCO!
AL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE
Onorevole Letizia Moratti
AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
Onorevole Silvio Berlusconi
I sottoscritti genitori, docenti o cittadini, firmatari del documento allegato, al di là di qualsiasi valutazione favorevole o contraria rispetto alla linea politica dall’attuale Governo, esprimono la propria vivissima preoccupazione e ferma contrarietà per le conseguenze negative derivanti dalla Riforma della scuola, attualmente in fase d’approvazione al Parlamento.
Ribadiscono in particolare quanto segue:
1. La scuola dell’infanzia è a tutti gli effetti, e deve restare, SCUOLA (non solo nelle dichiarazioni d’intenti ma anche nei fatti). Ad esclusiva tutela dei bambini, non sono accettabili soluzioni che la riducano a mero servizio sociale (baby sytting), eliminando di fatto le risorse che permettono un’efficace azione didattica. In molte realtà non sono ancora state poste le basi per attuare i Nuovi Orientamenti, a causa di strutture inadeguate o sezioni troppo numerose, e già si pensa a sconvolgere l’organizzazione così faticosamente raggiunta, grazie alla buona volontà di tutti i lavoratori della scuola. Lo sgretolamento della scuola materna che ne deriverebbe contrasta tra l’altro col diritto all’istruzione, garantito dalla Costituzione.
2. L’iscrizione dei bambini non può essere anticipata a due anni e mezzo, senza gravi ricadute sull’attività didattica. La differenza con asili nido o “scuole” private si gioca proprio sulla qualità del lavoro svolto: più alunni con meno anni equivale a più parcheggio e meno scuola. Se esiste una maggiore necessità sociale d’asili nido, questa deve essere risolta con istituzioni e interventi economici adeguati, non posteggiando i bambini in una scuola per cui non sono ancora preparati. Inoltre ciò comporterebbe l’inevitabile conseguenza di sottrarre per l’ennesima volta ai più piccoli lo spazio ed il tempo del GIOCO. In altre parole, ciò che la riforma offre, garantendo di fatto un asilo a due anni e mezzo, la riforma toglie, privando del gioco didattico e del pomeriggio a cinque e mezzo.
3. Le insegnanti della scuola dell’infanzia si occupano di una fase determinante del percorso formativo, la cui importanza è unanimemente riconosciuta dai pedagogisti. Chi lavora nella scuola ne è tanto consapevole da rinunciare spesso a propri diritti (sciopero, orario di servizio, malattia) assumendosi oneri non dovuti. In pochi anni ha trasformato l’intervento didattico, facendo proprie metodologie innovative, sperimentando e aggiornandosi a proprie spese. Nonostante ciò, lo Stato ricambia le maestre con un orario più gravoso e stipendi più bassi. È necessario che con la Riforma si compia un atto di giustizia, uniformandone il trattamento a quello dei docenti elementari.
I
firmatari del presente appello chiedono pertanto che vengano tutelati i diritti
dei nostri più piccoli studenti e della scuola dell’infanzia in generale,
aprendo un reale confronto tra associazioni delle famiglie e degli insegnanti,
parti sociali e partiti politici, per arrivare, particolarmente nella
definizione dei suoi decreti attuativi, ad una Riforma realmente condivisa.
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L'APPELLO IN FORMATO WORD
SI
CONSIGLIA DI DUPLICARE L’ORIGINALE PRIMA DI INIZIARE LA RACCOLTA FIRME.
RESTITUIRE A : S.A.M. – GILDA ROVIGO
, VIA AMENDOLA 45D (TEL.0425.33935) O INVIARE DIRETTAMENTE AL MINISTRO
DELL’ISTRUZIONE
REDATTO
E DIFFUSO DAL S.A.M. – GILDA ROVIGO
E DA TUTTE LE ASSOCIAZIONI, SINDACATI, COMITATI CHE VORRANNO ADERIRE
ALL’INIZIATIVA