Le confederazioni sindacali bocciano l'area separata per la docenza e il governo li accontenta

 

L'area separata per i docenti, richiesta storica della nostra associazione e della Gilda degli Insegnanti, voluta dalla maggior parte dei docenti ed ottenuta dai dirigenti scolastici, è stata negata dal ministro della F.P. Franco Frattini.

L' ARAN avvierà la trattativa con i sindacati della scuola mantenendo, in un unico comparto, bidelli e docenti.

Malgrado la volontà del Ministro Moratti,che aveva speso parole favorevoli all'area contrattuale separata per i docenti, di importanza sostanziale anche per futuri aumenti retributivi degli insegnanti, l'area separata non sarà attuata, eppure è lo strumento più importante per difendere la professionalità docente e la qualità della scuola.

Oggi i docenti delle Accademie e dei Conservatori hanno un contratto separato; i ds, dal 10 gennaio 2002, hanno ottenuto  l'equiparazione della retribuzione fondamentale a quella degli altri dirigenti pubblici (70 milioni l'anno) e un aumento individuale lordo, che sfiora,all'anno, i 25 milioni pro capite. La retribuzione complessiva garantita ai dirigenti delle scuole da questo contratto è, per oltre i due terzi di loro, di cento milioni di lire annue (51.600 €).

Come da tempo ribadiamo:

  • la compresenza, all’interno delle stesse trattative, di docenti e personale ATA costituisce un’anomalia, considerate le specificità professionali, e danneggia di fatto sia gli uni che gli altri;

  • la separazione docenti-Ata permetterebbe, molto probabilmente, di ragionare diversamente sulla destinazione delle risorse;

  • la rappresentatività sindacale andrebbe rivista e rimisurata;

  • le trattative all’interno degli istituti, ora  pesanti e difficoltose, verrebbero notevolmente semplificate.

  Le confederazioni sindacali, oggi grandi patronati privi di qualsiasi parola d'ordine gradita ai docenti, non rinunciano alla loro funzione di "illuminati" conoscitori di un'intricata normativa da loro sottoscritta e sanno bene che, se i docenti scopriranno la forza della loro unità nella professione, non potranno che allontanarsi.

Nei paesi europei esistono regole specifiche per le diverse professionalità presenti nella  scuola e gli strumenti giuridici ed economici sono diversi.


L'Italia si è impegnata con la UE a costruire una normativa unificata e comunitaria dell'istruzione entro il 2004, vedremo.....

 

 

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