IO BALLARO’, TU BALLA-RAI…E A QUANDO LA VERITA’ SULLA SCUOLA?

Un’esperienza e una libera trascrizione di un match televisivo.

di Rosalba Sgroia

 

HOME PAGE

PORTA A PORTA NON VA MEGLIO

NO ALLA RIFORMA

IL DECRETO APPROVATO

IL DECRETO COMMENTATO

LA CIRCOLARE APPLICATIVA DEL DECRETO MORATTI





Non so chi sia stato invitato alla trasmissione “Ballarò” su Rai Tre per discutere di scuola e di riforme, ma in ogni caso non voglio  perdermela. Così, colta al volo l’occasione di partecipare tra il pubblico, attendo nello studio della Rai, curiosa di sapere chi siano mai gli ospiti esperti di questioni scolastiche. Un po’ di occhiate intorno, tanto per rendermi conto dell’ambiente, ed ecco arrivare l’on. Melandri, Serena Dandini, gli economisti Cazzola e Padoa Schioppa e…la Moratti! Quale onore! Sugli schermi appare il viso corrucciato  e pensoso del filosofo Umberto Galimberti, in seconda fila la Colturani della Cisl Scuola e sulle gradinate opposte, dietro la ministra il presidente dell’A.G.E. (associazione dei genitori cattolici) e, guarda caso, gli studenti della Luiss.

Finalmente si farà chiarezza! Penso… Si delineeranno i punti critici di questo progetto scolastico che manca di una reale sperimentazione.

Ma non sempre le buone intenzioni  si traducono in fatti. Per circa due ore si avvicendano le varie voci, rimbalzandosi i quesiti, i dubbi, le cifre… moderate da  Giovanni Floris.

“Questa riforma considera la formazione della persona o è solo una riforma che tende a ridurre i costi? Ci dica prof. Galimberti.”

“La sfiducia investe insegnanti, genitori e ragazzi. Si avrà una scuola dell’addestramento alle abilità per formare buoni prestatori d’opera. Educare è un’altra cosa! Si parla solo di contenimenti di costi!”

“Non è vero! Nel 2001 sono stati stanziati 35 miliardi e passa di euro, nel 2002 , 37 miliardi, nel 2003, 39 miliardi…!” Incalza a mitraglietta la Moratti di fronte alle critiche di Galimberti che sostiene il netto contrario. “ Bisogna motivare gli insegnanti pagandoli di più e formarli meglio, selezionarli in base alle attitudini!” Viva la faccia! E la Melandri impacciata e poco preparata sull’argomento: “Sì, però…io vorrei dire, il tempo pieno…27 ore + 3+10, mi spieghi ministro!”   “Ma no, non cambia nulla, solo le 3 ore per le attività facoltative scelte dalle famiglie!”  E il conduttore Floris: “Ma se non cambia nulla, perché la riforma?” E la Dandini: “ Cosa intende per famiglia? Ci sono tanti tipi di famiglia!”   E l’economista Cazzola: “ Con i fondi si pagano sostanzialmente gli stipendi ai molti insegnanti…La scuola deve essere unita al mondo del lavoro e formare i lavoratori. ” E la Melandri: “Ministro, guardi che questo rapporto con le aziende l’abbiamo iniziato noi con l’autonomia!” (Già e anche la trasformazione della scuola in azienda!)

E Letizia: “Non sono una persona che cancella le buone riforme e infatti la sto portando avanti!”   Io intanto friggo in mezzo ai rampolli di buona famiglia che applaudono orgogliosi e a quelli che come me scuotono la testa, increduli di ciò che stiamo udendo. Ad ogni pubblicità salto come un grillo per andare dalla Melandri e dalla Dandini per offrire loro qualche spunto da approfondire. Povera illusa!

Mi chiedo se i telespettatori  da casa riescano a capirci qualcosa.

Forse solo la  Colturani ( il che è tutto dire) riesce ad aprire una timida breccia in quel convulso e confuso parlare: “Occorre scorporare, dalle cifre da lei indicate, una cospicua quota destinata alle scuole private e  alla dispendiosa propaganda di questa riforma che sta mutando drasticamente lo scenario pedagogico!Vedi la questione degli anticipi, della selezione precoce …” Ma  sul più bello le interruzioni: “ Guardi che dovremmo parlare delle paritarie. In questo caso entra in ballo la legge D’Alema e la quota stanziata di un miliardo di euro resta invariata!”.

Insomma, per farla breve la Moratti riesce a tener testa ed evidenzia anche le “falle” del precedente governo in fatto di scuola!

Aiuto! Qui non se ne esce! Ma quando si parla realmente delle radicali trasformazioni pedagogiche in atto a svantaggio degli alunni? E di noi insegnanti cosa ne sarà? E dei precari storici che si vedranno togliere il posto da chi potrà accedervi con canali preferenziali (sissini e I.R.C)?

Finito il “match” mi alzo insofferente e dispiaciuta: “ Caro Floris, se avesse invitato gli insegnanti si sarebbe capito qualcosa in più!” 

Nei corridoi riesco ad avvicinare sua Altezza (è alta davvero!).

“ Signora Moratti, sono molto preoccupata per questa scuola delle disuguaglianze, sia per gli alunni che per noi insegnanti, per la crescente ingerenza delle famiglie sulla didattica…E’ importante il dialogo con loro, ma…la didattica  compete a noi! E poi non mi convince la figura del tutor…Non se ne è parlato in trasmissione.”

 “ Ma no, no! Stia tranquilla! Anche lei potrà fare la tutor e verrà pagata di più! Noi formeremo tutti, ma chi vorrà stare un po’ più nell’ombra farà i…”   “ I laboratori, vero?”  “Sì, sì, è così!”

Sorvolo sulle mie preferenze e incalzo:“ Ma questo creerà molti problemi, più di quanti già ne abbiamo! Le lotte intestine tra i docenti, la  gerarchizzazione delle nostre  nebulose funzioni, il super-potere dirigenziale, la debolezza dei Collegi, metteranno in crisi la nostra Scuola…”  “ Ma no, stia tranquilla! ”  “ Allora, le chiedo di discutere con i segretari del Sam e della Gilda sulla possibilità di eleggere un insegnante a capo del Collegi e lasciare al dirigente le sue specifiche funzioni e…”  Si è fatto tardi, troppo tardi per affrontare le questioni più scottanti, quelle che lasciano intravedere le incrinature dell’impianto democratico e laico della nostra Scuola… Posso solo ripetere a me stessa ciò che penso da tempo: “Sulle rovine e sui resti della quasi- riforma Berlinguer si ergono le palafitte della  ormai- riforma Moratti e lo scenario è desolante, troppo desolante!"