Consiglio Nazionale del SAM-Gilda

 

Nei giorni 2 e 3 marzo 2004, si è riunito ad Ischia il Consiglio Nazionale del SAM. L’incontro, cui hanno partecipato i rappresentanti di numerose province, è stato presieduto dal vice-segretario nazionale Gaetano Mattera e aperto dall’intervento del Segretario Nazionale Rino Di Meglio che ha analizzato i risultati delle recenti elezioni RSU, i problemi della riforma e questioni organizzative inerenti lo sviluppo dell’associazione sul territorio nazionale. All’intervento sono seguite le relazioni dei partecipanti e un dibattito sui temi affrontati.

Per quanto riguarda le Elezioni RSU si è evidenziato che il SAM-Gilda, nel suo insieme, ha presentato un numero di liste superiore alla tornata precedente e come, complessivamente, l’apporto delle liste SAM, nell’ambito della federazione, sia stato di gran lunga superiore rispetto al numero dei propri iscritti.

E’ stata individuata la necessità di potenziare il supporto alle RSU elette, attraverso un aumento del numero delle scuole in cui il sindacato è presente e mediante corsi di formazione a livello regionale.

Si è richiamata l’attenzione sull’identità culturale dell’associazione, costruita nel corso degli anni su un modo preciso di vedere l’esplicazione della funzione docente nell’ambito della scuola. La valorizzazione della docenza e della sua atipicità passa oggi, come ieri, attraverso la distinzione chiara tra assistenza ed insegnamento. Da sempre il SAM ha interpretato la qualità della scuola come non legata a dimensioni semplicisticamente quantitative, riferite ad esempio al numero di materie che si insegnano o ancora al numero di progetti che vengono presentati in una scuola. E’ importante che le critiche del nostro sindacato alla riforma Moratti vadano ad individuare i punti più critici che potranno incidere disastrosamente sulla figura stessa degli insegnanti e sui livelli qualitativi della scuola pubblica-statale.

Già nello scorso maggio, con documento approvato dal Consiglio Nazionale, il SAM aveva denunciato, con precisione, i pericoli di questa riforma:

E’ stata avvertita, da parte dei presenti, la necessità di percorrere parallelamente due direzioni:

Di Meglio ha invitato i partecipanti a riflettere sul fatto che le concezioni poste alla base di questa riforma vengano da lontano, tant’è vero che la riforma predisposta dal precedente governo, era, per molti aspetti, sovrapponibile a quella attuale. La responsabilità di alcune scelte calate dall’alto è attribuibile alla presenza, nel nostro paese, di centri di potere e lobbies che riescono ad incidere indifferentemente dal colore del governo di turno.

L’autonomia scolastica, il federalismo scolastico, la privatizzazione del rapporto d’impiego, l’aumento del potere dei Dirigenti Scolastici, i contratti basati sull’incentivo e sul lavoro aggiuntivo trovano radici in un decennio di leggi e contratti scellerati concordati con i sindacati confederali.

E’ difficile, almeno nel segmento della scuola dell’obbligo, riuscire a capire quali miglioramenti abbia portato l’autonomia scolastica alla qualità dell’insegnamento e alla condizione degli insegnanti, “Io sarò miope” ha aggiunto il segretario nazionale, “ma non riesco ad individuarne ancora, mentre i danni sono sotto gli occhi di tutti: il primo passo dell’autonomia è stato il passaggio del pagamento dei supplenti dai Provveditorati ai Dirigenti Scolastici. Le leggi non erano state cambiate, i fondi a disposizione erano sempre gli stessi, eppure da un giorno all’altro, le supplenze, nella scuola dell’infanzia ed elementare, sono diventate una tragedia. Gli unici vantaggi incontestabili sono stati ottenuti dagli ex capi di Istituto promossi a Dirigenti previo corso di formazione non selettivo”.

Sono intervenuti a portare il loro contributo all’analisi dei temi affrontati: Giovanna Rezzadore (VR), Adriana Fattori (VR), Marilena Sgroia (FR), Laura Razzano (NO), Gaetano Mattera (NA), Raffaella Lanari (RM), Candido Randisi (CE), Chiara Moimas (GO e UD), Caterina Vecchi (FI) e Ciro Fiengo (NA).