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Il
Consiglio Nazionale del S.A.M. Gilda, riunitosi ad Ischia, afferma la
propria volontà di pronunciarsi autonomamente, senza alcun
condizionamento ideologico o politico, sulle questioni che riguardano la
scuola e la funzione dei docenti.
Dopo
un’ampia discussione, che ha coinvolto i rappresentanti delle province
italiane, è seguito un lavoro sistematico di sintesi che rappresenta il
nostro futuro impegno nelle scuole e nelle sedi di contrattazione ad ogni
livello.
Il
S.A.M. – Gilda respinge:
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La
visione generale di tipo aziendale della scuola che emerge anche dalla
riforma Moratti.
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La
prospettiva di una carriera gerarchizzante tra docenti, con la
prevista articolazione interna di nuove figure artificiose, non basate
sull’insegnamento.
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L’appesantimento
burocratico che deriverebbe da un sistema di valutazione dei
prerequisiti troppo complesso.
-
L’iscrizione
precoce dei bambini della scuola
dell’Infanzia rispetto alle attuali modalità.
-
Una
riforma che pretenda di “innovare” prescindendo dalla volontà di
sanare le pesanti carenze strutturali degli edifici scolastici di gran
parte d’Italia.
-
La
riforma degli organi collegiali, non estranea al futuro assetto della
scuola italiana, così come prospettata, che
creerà un disagio evidente negli insegnanti, relegati ad un
ruolo insignificante nella gestione della scuola ed esautorati dalle
responsabilità che loro competono.
Il
S.A.M. – Gilda riconosce che questa riforma risponde ad alcune
sue richieste:
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Il
mantenimento dell’attuale numero di anni di scuola nel ciclo primari.
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Il
tentativo di individuare standard nazionali oggettivi di
apprendimento, a salvaguardia del sistema scolastico nazionale e di
un’offerta formativa efficace in ogni scuola d’Italia.
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La
riduzione dell’orario settimanale obbligatorio degli alunni della
scuola elementare in orario antimeridiano (il tempo pieno, se
richiesto dagli utenti, dovrà essere mantenuto).
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L’introduzione
di attività facoltative scelte dalle famiglie che, di fatto,
generalizza la scuola “integrata”.
Permangono
alcuni aspetti della riforma meritevoli di riflessione e di chiarimenti.
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Il
silenzio assoluto sull’urgenza di una seria ridefinizione dei
programmi della scuola elementare, nell’ottica di una loro
semplificazione. Infatti, come ben sa chi, come noi,
insegna, questi programmi sono eccessivamente
prescrittivi e, nella pratica, impossibili da realizzare.
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La
mancata chiarezza sulle risorse disponibili per una reale integrazione
dei bambini con handicap e un progetto di seria ripartizione dei
compiti tra Sistema Sanitario, Stato, Regioni, Comuni e Scuola.
Il
S.A.M. – Gilda chiede:
-
La
creazione di condizioni atte a garantire la frequenza obbligatoria
dell’ultimo anno di scuola dell’infanzia su tutto il territorio
nazionale, evitando sperequazioni e garantendo ai bambini
un’omogenea base di partenza.
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Che
la prevalenza del docente non superi in nessun caso le 18 ore.
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Retribuzioni
adeguate per tutti i docenti che insegnano.
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La
progressione di carriera in base all’anzianità e al possesso di
titoli accademici.
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La
concessione di periodi sabbatici.
La
preoccupazione riguarda anche il futuro dei nostri alunni.
Se
le nostre scuole sono sempre state le scuole “dei miracoli” e di
un’offerta formativa insostituibile, riteniamo che la scuola elementare
non possa oggi rinunciare al suo impegno contro gli insuccessi scolastici
in vista di un precoce incanalamento verso percorsi scolastici
differenziati.
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