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PRESENTAZIONE E INTRODUZIONE Gianluigi Dotti Responsabile del Centro Studi nazionale della Gilda degli Insegnanti. RELATORI Rino Di Meglio Coordinatore Nazionale della Gilda degli Insegnanti. Giovanni Tarli Barbieri Docente di Diritto Costituzionale Università di Firenze. Giulio Ferroni Professore ordinario di Letteratura italiana all'Università di Roma "La Sapienza". Autore di un’ampia Storia della letteratura italiana (1991) e di numerose pubblicazioni, tra le quali: “Dopo la fine. Sulla condizione postuma della letteratura” (1996) e “Passioni del Novecento” (1999), ha collaborato alle pagine culturali dell'Unità e del Corriere della sera. E’ intervenuto sui temi della riforma della scuola con il volume “La scuola sospesa. Istruzione, cultura e illusioni della riforma” (1997). Lucio Russo Professore ordinario di Storia delle matematiche all'Università di Roma Tor Vergata. Autore di numerose pubblicazioni su riviste di Storia della scienza e di Filologia classica ha pubblicato: “La rivoluzione dimenticata” (1996). Si e' occupato dei processi di riforma della scuola con il volume “Segmenti e bastoncini” (1998). DIBATTITO CONCLUDE I LAVORI IL COORDINATORE NAZIONALE DELLA GILDA DEGLI INSEGNANTI
MODERA E COORDINA GLI INTERVENTI Renza Bertuzzi Direttrice del mensile della Gilda degli Insegnanti “Professione Docente”.
Il 5 ottobre 1966 la comunità docente ricevette il più importante riconoscimento internazionale della propria storia. Una speciale Conferenza intergovernativa adottò la Raccomandazione sulla condizione degli insegnanti dell’Unesco/Oit, che diede ai docenti di tutto il mondo uno strumento che definiva le loro responsabilità ed affermava i loro diritti. I governi, nell’adottare quella Raccomandazione, riconobbero all’unanimità l’importanza di avere insegnanti competenti, motivati e qualificati.
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CONVEGNO NAZIONALE DELLA GILDA DEGLI INSEGNANTI La
scuola è finita,
viva la scuola
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In occasione della “Giornata mondiale dell’Insegnante”, istituita dall'UNESCO nel 1994, e celebrata in oltre cento nazioni, per segnalare a governi e opinione pubblica l'importanza del ruolo dell'insegnante nel percorso di formazione, educazione e guida delle nuove generazioni, la Gilda degli Insegnanti organizza, a Roma, un Convegno Nazionale dal titolo: "La Scuola è finita, viva la Scuola Scuola" Gli scenari dell’OCSE per la Scuola del futuro: tra la fine della Scuola e il rilancio della sua centralità E’ davvero finita la Scuola? Da molto tempo, si discute di mutare (nel migliore dei casi) o di trasformare radicalmente (nel peggiore) l’ Istituzione-scuola in qualcosa di diverso, per allinearla con l’evoluzione della società. La Scuola, giova ricordarlo, è sempre stata l’Istituzione deputata alla trasmissione del sapere tra le generazioni. Nella Scuola si conserva un nucleo di sapere codificato che le generazioni precedenti ritengono fondamentale trasmettere alle nuove. Nella Scuola si è sempre ricreato il passaggio di testimone, senza che questo atto diventasse sterile ripetizione. Ogni generazione, infatti, ha sempre conservato ed innovato ciò che le era stato consegnato. Oggi tutto ciò è messo in discussione da un turbine innovativo che non convince del tutto. E’ davvero necessario abolire l’idea di un’Istituzione che si occupa della formazione delle nuove generazioni, secondo un progetto pubblico e condiviso e non secondo obiettivi individualistici e di mercato? La Gilda degli Insegnanti, per discutere di questo, invita il mondo politico, quello della scuola e tutta la società civile a riflettere e a confrontarsi, alla luce del rapporto OCSE “Quali scuole per il futuro?” e delle politiche scolastiche dei paesi Occidentali e industrializzati, sul processo in atto a livello mondiale nell’ambito dell’educazione che prefigura un sostanziale superamento del modello di “Scuola-istituzione”, che ha caratterizzato i secoli XIX e XX, a vantaggio della “Scuola-quasi-servizio”. Una questione cruciale si pone, secondo la Gilda degli Insegnanti, a coloro che governano e vivono la “nuova Scuola-quasi-servizio”: sarà essa in grado di dotare i giovani frequentanti le scuole di quella formazione critica adeguata alle sfide di civiltà e professionali che essi dovranno affrontare nei prossimi anni? O essa limiterà il proprio intervento all’addestramento? Nei diversi interventi, gli scenari ipotizzati dal rapporto OCSE, che spaziano dalla fine della Scuola, preconizzata per l’anno 2020, al rilancio della sua centralità, verranno analizzati e discussi nei loro diversi aspetti. L’obiettivo prioritario sarà individuare, attraverso l’analisi teorica e i molti segnali che vengono dal mondo della scuola reale, le tendenze attuali dell’affermazione e dell’evoluzione del modello scolastico ed educativo della Scuola-quasi-servizio. La Gilda degli Insegnanti intende evidenziare e favorire le tendenze che garantiscono la formazione critica delle nuove generazioni e combattere quelle che si limitano all’addestramento perché, pur nelle mutate condizioni economiche e sociali, sia possibile il rilancio della “Scuola-istituzione” come uno spazio dove venga condivisa l’importanza della formazione critica delle nuove generazioni.
La Gilda degli Insegnanti ha richiesto al M.P.I. l’esonero dal servizio per la partecipazione al Convegno |