PROPOSTE INDECENTI

 

L’ombra del partito dei presidi sul nostro contratto.

 

 

Dopo l’interminabile contabilità di Tremonti, Ministro dell’Economia, sono riprese le trattative all’ARAN per il rinnovo del contratto scuola scaduto ormai da ben diciassette mesi.

I soldi sono stati un po’ tagliati, ma o mangiare questa minestra o….altro che stipendi europei, e piano di investimenti della Moratti di 19mila miliardi di ormai vecchie lire al quale credono solo Babbo Natale e lo SNALS.

Ma non è finita qui ! Mentre prima il contratto consisteva nel mettere in un testo unico le vecchie norme, quindi la logica era: “pochi soldi e tutto resta come prima”; ora la musica è cambiata: i soldi sempre meno, ma più potere ai Dirigenti.

E’ una logica di provenienza ben chiara: il potente “partito dei presidi” ben rappresentato nel governo e tra i consiglieri del Ministro Moratti.

Una logica mortificante per gli insegnanti, che respingeremo con tutte le nostre forze.

Quali le novità alla riapertura delle trattative nel testo nuovo scritto dall’ARAN su commissione del Ministero ?

-          I livelli di apprendimento raggiunti dagli alunni costituiranno un elemento imprescindibile per costruire la carriera dei docenti.

Una trovata geniale ! Noi siamo d’accordo. Ad una sola condizione: che sia estesa a tutte le categorie: i medici, in relazione ai pazienti guariti, i giornalisti in relazione ai lettori, i Magistrati in relazione ai condannati… e così via.

Ma vi pare possibile ? Lo sfortunato che si troverà a lavorare in una classe dove sono capitati alunni che apprendono meno, svantaggiati, handicappati, extracomunitari, non solo dovrà lavorare di più, ma… niente carriera.

-         La contrattazione d’Istituto, che oggi si occupa di distribuzione del fondo d’istituto, assegnazioni ai plessi ecc, viene praticamente eliminata.

Noi non amiamo la contrattazione d’Istituto, abbiamo da sempre chiesto un altro livello di contrattazione, ma riteniamo totalmente inaccettabile lasciare il fondo al preside, senza nessun controllo.

-          Funzioni obiettivo, nominate dal Dirigente, sentito il Collegio dei docenti, che perde la funzione di organo che decide in merito.

Noi ne abbiamo chiesto l’eliminazione o la loro radicale modifica in incarichi specifici ed a tempo affidati dal Collegio. Assolutamente rifiutiamo la creazione di altri tirapiedi.

-          Collaboratori del Dirigente: viene eliminato il limite di due collaboratori che possono essere pagati con il fondo di Istituto.

Così non vi sarebbe nessun limite: tutte le risorse della scuola potranno essere consumate da chi scarica il proprio lavoro agli altri.

Tra l’altro, una domanda sorge spontanea: perché i collaboratori dei dirigenti debbono essere pagati con i fondi del contratto degli insegnanti e non  con quelli del contratto Dirigenti ?

-          La contrattazione sulla mobilità da annuale viene trasformata in biennale.

Non avremmo nulla in contrario, se non fosse chiaro l’intento di bloccare gli insegnanti per due anni nella stessa scuola, il problema della continuità risolto sulla pelle degli insegnanti in pratica, come se sulla continuità non incidesse in misura molto maggiore il blocco delle nomine in ruolo che ha fatto lievitare a livelli mai visti prima il numero dei precari.

-          Un’ultima piccolezza: la riduzione delle ferie per chi lavora nelle scuole che hanno programmato la settimana corta.

Significa che, quasi tutti gli insegnanti lavorano su cinque giorni, ma quelli che si trovano in scuole (la maggior parte delle materne e dei tempi pieni) che hanno anche gli alunni su cinque giorni verrebbero a perdere quattro giorni di ferie, pur lavorando come gli altri, anzi speso con turni spezzati.

Ovviamente, per ciò che concerne il resto tutto rimane immutato.

Così, cari colleghi, noi che vi rappresentiamo a quel tavolo dovremmo, in cambio di aumenti che non raggiungono neppure l’inflazione reale (altro che stipendi europei !), accettare uno svilimento completo della funzione docente nell’ambito della Scuola ed un rafforzamento del potere già grande del Dirigente, potere che i più intelligenti non crediamo neppure gradiscano, anche perché non giova a nessuno, soprattutto alla qualità della scuola.

Una cosa possiamo garantirvi che a queste provocazioni noi risponderemo con tutta la forza che voi ci date.

                       Rino Di Meglio