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INVALSI' O NO? Un garbato invito alla
disobbedienza
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Vengono somministrate nelle scuole d'Italia, in questi giorni, le prove INVALSI, ed è lo stesso ente a comunicare ai D.S. delle scuole del I Ciclo che si tratta di un'attività obbligatoria. "L’attività di valutazione per il primo ciclo di istruzione (studenti della II e IV classe della scuola primaria e della I classe della scuola secondaria di I grado) è obbligatoria in quanto connessa all’avvio della riforma del primo ciclo del sistema scolastico a seguito dell’entrata in vigore del D.lgs. n. 59 del 2004 che ne disciplina i percorsi; l’attività di valutazione del secondo ciclo (studenti delle classi I e III delle scuole secondarie di II grado) è invece facoltativa e, quindi, è necessaria la previa adesione delle scuole da valutare. In tale segmento di istruzione, le rilevazioni relative agli apprendimenti dovranno tener conto degli specifici piani di studio propri di ciascun indirizzo. Come precisato dalla competente Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici del MIUR, detta Direttiva “ha inteso rendere obbligatoria, in connessione con l’entrata in vigore della Riforma del primo ciclo, prevista dal D.lgs. n. 59 del 19 febbraio 2004, l’azione di valutazione sia del sistema scolastico che degli apprendimenti, assegnandone la gestione all’Istituto nazionale che nella materia ha una competenza istituzionale esclusiva”.Il D.lgs parla sì di valutazione nella scuola primaria ma precisa, nell'art. 8, che " la valutazione, periodica e annuale, degli apprendimenti e del comportamento degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite, sono affidate ai docenti responsabili delle attività educative e didattiche previste dai piani di studio personalizzati; agli stessi è affidata la valutazione dei periodi didattici ai fini del passaggio al periodo successivo". L'INVALSI non è neppure menzionato e neppure se ne parla nella circolare 29, attuativa della Riforma.. Il Collegio dei docenti è ancora oggi, e forse per poco, il solo organo da cui dipendano le scelte didattiche, compresa quella della valutazione.I programmi vigenti nella Scuola Elementare sono ancora quelli del 1985, . le Indicazioni Nazionali Transitorie, allegate al D. Lgs., non hanno il potere di annullare i programmi vigenti ed è evidente che, se queste prove fossero da intendersi come "connesse alla Riforma", esse dovrebbero coinvolgere, volontariamente, solo quelle scuole che avessero deliberato di seguire le Indicazioni Nazionali, mentre è noto a tutti che sono molti i Collegi dei Docenti ad aver deliberato di seguire i P.O.F. del precedente anno scolastico, senza modificare l'assetto didattico e valutativo. E c'è di più: le prove si riferiscono principalmente agli obiettivi dell'anno scolastico precedente! La Legge 53 non parla esplicitamente di queste prove a quiz, ma prevede che "ai fini del progressivo miglioramento e dell'armonizzazione della qualità del sistema di istruzione e di formazione, l'Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione effettui verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilità degli studenti e sulla qualità complessiva dell'offerta formativa delle istituzioni scolastiche e formative" E' solo con il DECRETO LEGISLATIVO 19 novembre 2004, n. 286 per l'Istituzione del Servizio nazionale di valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione, nonche' riordino dell'omonimo istituto, a norma degli articoli 1 e 3 della legge 28 marzo 2003, n. 53 (G. U. N. 282, 1 Dic. 2004) che prende forma il nuovo ruolo dell'INVALSI. Per fare un po' di storia è bene ricordare che questo carrozzone, nato quando l'autonomia era "di moda" e ancora non provocava nei docenti quel senso di repulsione, legato alla disorganizzazione ed all'anarchia che ne ha accompagnato l'ascesa, è stato istituito nel 1999 dalle ceneri del CEDE, con D.lgs 258. Insomma, per copiare un po' dalle aziende e da altri Stati nasceva l'Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema dell'Istruzione con il compito di stimare la produttività e l'efficacia del sistema scolastico attraverso la ricerca sulla valutazione ed i suoi metodi. Il Ministro Moratti, non ha creato, ma semplicemente
riordinato l'INVALSI dichiarando raggiante: L'INVALSI dunque si occupa della valutazione, prima avviata volontariamente da alcune scuole, ora forzatamente inserita nella vita delle scuole "autonome", con la pretesa, davvero di pessimo gusto,di far lavorare gratuitamente i docenti ancora una volta, ecco un altro pezzo di Riforma a costo zero! Invito a visionare i manuali di somministrazione e mi domando quando i colleghi potranno leggerli? Meno male che un servizio on line permetterà di chiedere informazioni di carattere generale, sulla somministrazione agli stranieri, ai ciechi, ai dislessici, ai disabili etc, potremo farlo di notte, dal nostro pc personale, a nostre spese, quello di scuola sicuramente avrà qualcosa.... Ciò che mi immagino è la mia ultima seconda mentre un collega, come da manuale, impedisce loro l'uso del dizionario: "Ma come maestra, tu avevi detto che se non conoscevo una parolina dovevo cercarla sul dizionario e tu mi aiutavi sempre?" Li costringe ad usare una biro nera, mette al bando bianchetti, matite e penne cancellabili, ordina di togliere libri e quaderni dal banco, mentre spiega che "gli studenti di II primaria partecipano ad una rilevazione nazionale a cui prendono parte 7563 scuole primarie" .... e noi non siamo arrivati neanche al 100! E se, per caso, uno dei miei bambini di 7 anni, per lo stress e l'ansia di questa prova dovesse mettersi a piangere e rifiutarsi di partecipare alla prova m'immagino quel povero collega che si precipita al telefono per informare il dirigente e il coordinatore "al fine di prendere provvedimenti". Mi ribello all'idea che i miei alunni abbiano un codice e m'indigna il falso moralismo di quel: "Devono comunque partecipare alle prove tutti gli studenti indipendentemente dal codice ad essi assegnato. Ciò al fine di non turbare la loro sensibilità e di non discriminarli in alcun modo rispetto agli altri studenti della classe." E a che cosa servirà quel "Si consiglia di appuntare a matita il cognome e il nome dello studente sul fascicolo a lui attribuito", non è che poi accanto, qualcuno ci scriverà il mio? Volevo scrivere da "da sindacalista", ma non credo di esserci ben riuscita, le prove sono partite, cavillare non serve, resistere sì. Una cosa è certa, ogni riunione per la preparazione di queste inutili prove dev'essere retribuita, ogni tempo, ogni istante passato a scuola non va regalato a chi sta distruggendo didattica, relazioni e rapporti umani, fatti di errori, biro cancellabili, quaderni sui banchi e bambini poco obbedienti. So che il "mio" sindacato sarà a fianco di ogni docente, fino al Giudice del Lavoro, per la retribuzione di queste ore passate non insieme, ma contro ai bambini. Mentre la Cgil scuola, rispetto all'obbligo - non obbligo di somministrazione delle prove, si fa smentire da almeno 2 dirigenti scolastici della stessa CGIL, io resto dell'idea che queste prove, obbligatorie o no, vedremo chi sarà più bravo a trovare il cavillo, siano una nuova inutile prova di forza con gli insegnanti. Non ho una ricetta, né un cavillo, anche se questo era lo scopo della mia ricerca, ma sono sicura che dentro le scuole tanti colleghi sapranno, senza neppure parlare, far risultare ogni prova perfetta!
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