LIBERTA’ SOSTANZIALE

 

I libri di testo e le verità storiche. Il revisionismo. Le storture e le lacune. Censure e correzioni. La LIBERTA’ nella scelta dei testi scolastici per i docenti. Il testo come strumento didattico…..

Al SAM Gilda, sindacato autonomo, si chiede uno sforzo in più per entrare nel merito delle questioni. Per questo parlo della mia personale esperienza di maestra triestina, invitando i colleghi a riflettere.

Per trentotto anni di insegnamento ho inutilmente cercato, nei sussidiari delle quinte classi, un minimo riferimento alle vicissitudini di Trieste, durante e dopo l’ultima guerra, alla perdita del territorio istriano, all’esodo di 300 000 italiani profughi fuggiti alle foibe titine.

Vi assicuro che non ne ho mai trovato neppure un cenno: non era data una interpretazione “di parte” agli avvenimenti, essi semplicemente non esistevano.

Briga e Tenda, Nizza e la Savoia comparivano regolarmente nei territori ceduti dall’Italia in altri tempi, ma l’Istria e Gorizia non sono mai comparse. Il Governo Militare Alleato a Trieste, la zona A e la zona B, pur esistenti fino al 1954, non erano mai menzionate. Figuriamoci il trattato di Osimo! Nelle nostre terre si è giocata una politica internazionale importante, su cui esisteva (ed esiste ancora, purtroppo) un silenzio pesante.

Erano più fedeli le cartine storico-geografiche, che registravano con colori diversi le divisioni territoriali, ma naturalmente erano mancanti di ogni spiegazione in merito.

A noi maestri è stato richiesto, dal punto di vista metodologico,  di partire dal vicino per giungere al lontano, di invitare gli alunni alla ricerca e all’analisi dei documenti della loro storia personale e familiare, di svolgere attività di ricerca dell’ambiente storico e geografico di cui hanno esperienza. E solo in tal modo è stato possibile far conoscere ai nostri alunni almeno gli avvenimenti principali che li riguardavano. Abbiamo dovuto artigianalmente ricostruire i fatti, senza il supporto di alcun testo scolastico. Ma questa non è anche storia d’Italia? Non è storia tout-court?

Io non ho mai avuto la LIBERTA’ di scelta, perché potevo scegliere soltanto fra testi in cui ugualmente questi fatti non c’erano né ho avuto il sussidio didattico utile a cui avrei avuto diritto.

Ora si vorrebbe ottusamente passare alla censura o quantomeno alla correzione di errori grossolani della storia narrata, utilizzando questa via forse anche per introdurre altre storture. Dalla padella nella brace.

Possibile che le nostre tragedie e i nostri dolori, invece di essere serenamente studiati (e sono anche molto interessanti!) diano occasione ancora e sempre a strumentalizzazioni politiche? Forse è un sogno impossibile, ma se qualche editore cominciasse a raccontare i fatti finalmente gli insegnanti avrebbero una vera libertà di scelta e i ragazzi la possibilità di conoscere e persino di confrontare testi e interpretazioni diverse. Gli editori, finora colpevoli del silenzio degli autori, hanno il rimedio a portata di mano, altroché censure!

                                                                                    Giuliana Bagliani