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LA
RIFORMA MORATTI NELLA
SCUOLA PRIMARIA E DELL’INFANZIA
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1. IL QUADRO DI
RIFERIMENTO a
cura di Massimo Paggi FONTI
NORMATIVE Per
dare un’informazione corretta sulla riforma è necessario innanzitutto
definire l’architettura del sistema dal punto di vista giuridico. Il
DDL approvato alla Camera e in corso d’approvazione al Senato alla data di
oggi (10 marzo 2003) è in origine un documento molto snello, formato da sei
pagine che si limitano a definire alcuni paletti essenziali del sistema
scolastico (ad esempio l’anticipo scolastico o il doppio canale
istruttivo/formativo), lasciando al Ministero dell’Istruzione la facoltà di
emanare entro 24 mesi i decreti delegati che ne definiscano concretamente i
contorni. Su
questo documento si innestano una serie di impegni assunti dal Governo (con il
meccanismo del cosiddetto “ordine del giorno”) che entrano di fatto a far
parte del “corpus “ della legge, senza aver subito il vaglio del
Parlamento. Si tratta di circa 43 emendamenti di fatto (diciotto pagine, dopo
le sei iniziali), che tendono a superare veti incrociati, contemperando
interessi di partito e di bottega, ma toccando anche punti nevralgici
dell’apparato scolastico. È
necessario sottolineare che una legge costruita in tal modo non ha precedenti
nella storia della Repubblica. L’ordine del giorno, una sorta di gentleman
agreement irrilevante sul piano giuridico, era stato usato in passato
(uno, due al più) per questioni di carattere procedurale, non sostanziale. Lasciando
ad ognuno, nella propria veste di cittadino, la facoltà di giudicarne la
correttezza istituzionale, occorre aggiungere che il provvedimento sarà
approvato, per così dire, senza spese. Le risorse necessarie all’avvio
delle innovazioni prospettate non sono infatti state stanziate (la Finanziaria
2003 non prevede una lira al riguardo) e il Tesoro potrà approvare o meno,
con apposito provvedimento, ogni intervento derivante dai futuri decreti
attuativi della Moratti, che assume per l’occasione la veste inedita di
ministro senza portafoglio.
ATTI
AMMINISTRATIVI Alla
legge citata si deve inoltre aggiungere il D.M. 100/2002 sulla
sperimentazione, non tanto per le conseguenze passate o presenti sulle scuole
che l’hanno approvata, quanto per gli Allegati al testo, significativamente prodotti, anche dopo
l’approvazione del decreto, “ora per allora”. Si tratta di
materiali di lavoro, per ora ininfluenti sul piano normativo, che disegnano in
modo molto preciso alcuni passaggi della scuola riformata. In
data odierna i documenti pubblicati (accessibili su Internet al sito del
Ministero, www.istruzione.it )sono i seguenti: Indicazioni
Nazionali per la Scuola
dell'Infanzia Indicazioni
nazionali per la Scuola Primaria Indicazioni Nazionali per la Scuola Secondaria Raccomandazioni
per l'attuazione delle Indicazioni nelle Scuole dell'Infanzia Raccomandazioni
per l'attuazione delle Indicazioni nella Scuola Primaria Ipotesi
di modelli organizzativi della Scuola Primaria Le Indicazioni sono strutturate come dei programmi didattici. Poiché per dei nuovi programmi sarebbe necessaria l’approvazione del Parlamento sul piano legislativo, non è possibile considerarli tali. Tuttavia esse “esplicitano i livelli essenziali di prestazione a cui tutte le Scuole Primarie del Sistema Nazionale di Istruzione sono tenute” . Tra
le Raccomandazioni, particolarmente
interessanti sono quelle della scuola dell’infanzia, che implicitamente, ma
non troppo, (pag. 46: la scansione dei tempi) considerano la possibilità di
ampliare l’apertura annuale della scuola. Le
Ipotesi infine definiscono modelli
di organizzazione pratica della realtà scolastica, prevedendo tempi,
aggregazioni, orari per i nuovi profili professionali della scuola elementare,
con una gamma piuttosto ampia di possibilità. “NEL CASSETTO DEL MINISTRO” Altri documenti hanno vesti ancora meno formali, essendo ancora DDL non approvati, non essendo stati pubblicati o avendo assunto semplicemente l’umile veste di “bozza” o “progetto” più o meno provvisorio. Tra questi, solo pochi esempi: L’archetipo,
quel Progetto Bertagna oggetto di
lunghe discussioni e contestazioni in una prima fase del cammino parlamentare
della riforma, giace ufficialmente abbandonato nel fondo del cassetto. Resta
la constatazione che, allo stato attuale, praticamente nulla di quanto è
stato approvato si muove in direzione diversa da quella prevista dal suo
impianto originario, eccezion fatta per tutti quegli interventi che avrebbero
richiesto un aumento di spesa. Il
disegno di legge sulla Riforma degli
OO.CC., che inciderebbe in particolare sulla consistenza delle ore
funzionali e
aggiuntive all’insegnamento, è stato inspiegabilmente ritirato dal
governo. Per ora… L’emendamento
al testo originario della Riforma dell’On. Angela Napoli (AN) sullo Stato
giuridico dei docenti è stato ritirato. Ne resta l’ombra nel decimo
ordine del giorno riportato nel testo attuale della Riforma, che impegna il
governo a definire entro dodici mesi: a)
le caratteristiche generali attraverso cui si esplica la funzione docente; b)
diversificare ed articolare la funzione docente, anche in rapporto ai nuovi
compiti necessari alla piena realizzazione dell'autonomia; c)
individuare specifiche modalità di verifica e di valutazione delle
prestazioni. Il
mistero si infittisce invece per il rapporto conclusivo della commissione
incaricata di stilare un testo preliminare del Codice
deontologico dei docenti. Non è dato sapere se e quando ne verrà reso
noto il contenuto, ma certamente anch’esso influirebbe
sull’organizzazione della scuola riformata, prevedendo diritti e
doveri (nuovi) degli insegnanti. 2. L’ORGANIZZAZIONE
DIDATTICA a
cura di Annamaria Peraro I
riferimenti per questa parte provengono dai diversi allegati al DM 100/2002,
già citato. La
scuola primaria definisce i piani dell’offerta formativa e provvede alla
realizzazione dei piani di studio personalizzati tenendo conto dei seguenti
vincoli e risorse. 1.
L’ORGANICO assegnato secondo le norme vigenti, anche per l’handicap. 2.
L’ORARIO ANNUALE OBBLIGATORIO DELLE LEZIONI (comprensivo di I.R.C.: 891 ore in prima (990 nel caso della formula definita a “tempo pieno”), 990
ore nelle altre classi. 3.
L’AUTONOMIA SCOLASTICA (con il limite del 15% di tutti i vincoli) che
organizza le attività educativo – didattiche obbligatorie per la classe e i
laboratori, da alternare in base alle esigenze di apprendimento individuali in: a)
Attività per gruppi classe; b)
Gruppi di livello; c)
Gruppi di compito; d)
Gruppi elettivi, d’interesse ed
eventuali ampliamenti dell’offerta formativa. 4.
l’individuazione di un DOCENTE COORDINATORE DELL’EQUIPE PEDAGOGICA,
che entra in contatto con gli allievi e che svolge anche la funzione di TUTOR
dei medesimi. 5.
La DURATA delle attività del coordinatore – tutor con la classe (per il primo biennio fa attività con l’intero gruppo di
alunni affidatogli per un numero di ore da 18
a 21; poi la quantificazione potrà essere diversa (nelle Indicazioni
non ci sono vincoli). DUE
SONO I VINCOLI PIÙ FORTI: l’orario
obbligatorio di lezione annuo
la durata delle attività del coordinatore tutor NOVITÀ STRUTTURALI ORARIO
Può
essere adattato ai bisogni degli alunni, cioè ogni unità scolastica DOVRÀ articolare in modo differenziato durante l’anno, le quote annuali
obbligatorie, nel rispetto delle esigenze della propria realtà. COORDINATORE
- TUTOR È
una presenza esclusiva nelle attività di classe e di laboratorio di classe e può
operare in laboratori interclasse con alcuni degli alunni del gruppo classe. Le
ore medie settimanali di presenza in classe variano da 18 a 21, in funzione
dell’assegnazione o meno di un laboratorio. A queste si aggiungono tre ore di
coordinamento, arrivando alle 24 ore settimanali. NUOVI PROFILI DOCENTI COORDINATORE
- TUTOR È
garante del piano di studio personalizzato degli allievi che gli sono stati
affidati. Indica e coordina con le famiglie le scelte relative ai laboratori che
l’alunno frequenta. Coordina con i colleghi la realizzazione e i risultati dei
laboratori che gli alunni frequentano. (Tutto
ciò sottintende buone competenze psico-pedagogiche, buona conoscenza delle
strategie d’insegnamento specifiche di ogni disciplina, notevole capacità
organizzativa) RESPONSABILE
DI LABORATORIO Coordina
tutti i colleghi che partecipano ai vari moduli di un laboratorio (infatti ogni
laboratorio può prevedere più moduli affidati a più docenti). Garantisce la
gradualità di realizzazione e la coerenza di metodo delle attività. Garantisce
l’efficienza organizzativa del laboratorio. (Tutto
ciò presuppone competenze nel collegare lo specifico al generale e la
prospettiva disciplinare e interdisciplinare; la capacità di lavorare su una
progettazione complessa per tempi, contenuti e mediazioni didattiche, di
effettuare raggruppamenti di alunni in orizzontale e in verticale). I LABORATORI Religione
cattolica (qualora il tutor non
sia in possesso dell’abilitazione richiesta) Lingua
straniera
(qualora il tutor non sia specializzato in L2) Laboratorio
espressivo: può essere di
arte e immagine; musica; attività
sportive e motorie; informatica; tecnologia. Laboratorio
teatrale LARSA
Laboratorio di recupero e sviluppo
degli apprendimenti didattici. Tutti
i laboratori possono essere di classe, d’interclasse, per gruppi di livello,
di compito, elettivi, possono essere realizzati dall’insegnante tutor o essere
affidati ad altri docenti: GLI ORARI La
questione degli orari è in parte ancora da determinare. Non sono infatti state
quantificate le porzioni d’orario rispettivamente attribuite alle Regioni e
alle scuole, nell’ambito dell’autonomia. Gli orari di seguito indicati
comprendono comunque la prima quota (Regioni) mentre per la seconda, quale che
sia, andrebbe addizionato un monte ore settimanale non ancora definito (ed
eventualmente anche con costi a carico delle famiglie). È
prevedibile che la riforma entri a regime nell’arco di tre – quattro anni.
In questo caso al sua applicazione per il prossimo anno potrebbe essere limitata
ad un graduale anticipo per la scuola dell’infanzia e alla prima classe della
scuola elementare. Per questo motivo si forniscono i seguenti modelli
d’orario, ripresi “fedelmente” dalle Ipotesi
ministeriali.
IPOTESI DI ORARIO SETTIMANALE PER LA CLASSE PRIMA Prima settimana: 22 ore di lezione di classe( tutor)
+
2 ore di laboratorio LARSA
(attività motorie svolte da altro docente) + 2
ore di I.R.C.(svolte da docente specialista) +
1 ora di L2 (svolte da docente
specialista)=27 ore Seconda settimana: 20 ore di lezione di classe(tutor)
+
3 ore di laboratorio LARSA( 2
di attività motorie+1 di attività grafico pittoriche) +
2 ore di I.R.C.(svolta da
docente specialista) +
1 ora di L2( svolta da docente
specialista)=26 ore IL
TUTOR EFFETTUA 21 ORE IN MEDIA SETTIMANALE IPOTESI
DI ORARIO SETTIMANALE PER LA CLASSE PRIMA 18 ore
di lezione di classe (tutor)
+ 4
ore di laboratorio LARSA
(2h recupero svolte dal tutor e 2
musica svolte da altro docente) +
2 ore di I.R.C.( svolte da
docente specialista)
+
1 ora di L2 ( svolte da
docente specialista)
+
2 ore di laboratorio LARSA
(attività motorie svolte da altro docente)
= 27 ore IPOTESI
DI ORARIO SETTIMANALE A TEMPO PIENO
PER LA CLASSE PRIMA
18 ore di lezione di classe
(tutor)
+
1 ora di
laboratorio LARSA (tutor)
+
2 ore di laboratorio di musica
(tutor)
+
2 ore di laboratorio di
tecnologia (svolte da altro docente)
+
2 ore di laboratorio di
attività motorie (svolte da altro docente)
+
2 ore di laboratorio LARSA di
attività grafico pittoriche (svolte
da altro docente)
+
2 ore di I.R.C. (svolte da
docente specialista)
+
1 ora di L2 (svolte da docente
specialista)
= 30 ore
RIFLESSIONI
IN LIBERTÀ
+ ORE TUTOR - ORE LABORATORI INTERCLASSE / -ORE TUTOR + ORE LABORATORI
INTERCLASSE
MENO LIBERTÀ DI INSEGNAMENTO PER DOCENTI DI LABORATORIO
NO COMPRESENZE ( SOLO INSEGNANTI DI SOSTEGNO PER CASI GRAVI)
NO GIORNO LIBERO( ORE "BUCHE" DISTRIBUITE NELL'ARCO DELLA
SETTIMANA)
PIÙ RIENTRI (PER GARANTIRE EQUITÀ NELL'ORGANIZZAZIONE ORARIA
SETTIMANALE DELLE DIVERSE ATTIVITÀ SVOLTE DA TUTTI I DOCENTI).
COORDINATORE DI CLASSE = >
GARANTE DEL PIANO DI STUDIO PERSONALIZZATO DEGLI ALLIEVI >
INSEGNANTE DI TUTTE LE DISCIPLINE CURRICOLARI >
RESPONSABILE DI UN LABORATORIO >
COORDINATORE DEI COLLEGHI SULLA CLASSE >
GARANTE DELL’EFFICIENZA ORGANIZZATIVA Basterà un master in
organizzazione aziendale per rendere adatto un insegnante a questo ruolo? Chi si occuperà
dell’organizzazione di tutto il plesso? Il coordinatore del coordinatore (Quis
custodet custodies?)? Soprattutto, che fine farà la
libertà d’insegnamento?
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