Approvata dal Senato la riforma della scuola

Il Senato ha approvato il 13 novembre il disegno di legge che il Governo aveva prospettato al Parlamento nel febbraio scorso.

Con 124 voti a favore, 90 no e 3 astensioni la maggioranza di Palazzo Madama ha approvato il disegno di legge delega per il riordino dei cicli scolastici con i voti contrari di Ulivo e Rifondazione Comunista.

Sette articoli con cui si delega il governo a cambiare gli ordinamenti scolastici per vie amministrative, ignorando non solo il Parlamento ed il Paese, ma anche gli insegnanti, non interpellati né individualmente né collegialmente.

La legge prevede, senza sorprese rispetto alla precedente stesura:

-          una scuola dell'infanzia triennale;

-          una scuola primaria di cinque anni;

-          una scuola secondaria di primo grado di tre anni al termine della quale sarà un esame a decidere se incanalarsi nel sistema dei licei (5 anni) o nel sistema di formazione professionale (quattro anni).

 

E’ confermato l’anticipo dell’ingresso degli alunni nella scuola dell’infanzia ed elementare, non sostenuto da alcuna motivazione valida, ma solo da quella ”infelice” di far pesare a questi due ordini di scuola l’incapacità di offrire alle famiglie asili-nido poco costosi e diffusi in tutto il territorio nazionale.

Tra le finalità della scuola dell'Infanzia il testo approvato dalla VII Commissione del Senato, in cui si diceva che la scuola dell'infanzia "concorre all'educazione e allo sviluppo affettivo, psicomotorio, cognitivo e sociale" è stata aggiunta l'espressione "morale e religioso" che contrasta con il concetto di scuola laica in cui tutte le differenze hanno pari cittadinanza.

Le elementari cambiano nome, diventano “Scuola Primaria” ma durano ancora cinque anni Si potranno iscrivere facoltativamente alla prima classe anche i bambini che compiono i sei anni entro il 30 aprile successivo.

Riguardo al l ciclo primario, tra le finalità è stata aggiunta quella di "porre le basi per l'utilizzazione di metodologie scientifiche nello studio del mondo naturale, dei fenomeni e delle sue leggi".

 

Nella prima classe dovrebbe essere introdotto lo studio di una lingua straniera tra quelle europee, dimenticando che nulla è stato fatto nel passato per garantire questi apprendimenti nell’attuale II Ciclo dove sono già obbligatori e ancora oggi non sono garantiti in tutte le scuole italiane.

Lo stesso dicasi per l’uso del computer, impossibile da realizzare in scuole elementari che hanno carenze strutturali e spesso mancano dei locali idonei per la distribuzione dei pasti, figuriamoci di quelli per svolgere lezioni d’informatica. La scuola italiana è piena di PC senza antivirus, in pessime condizioni e spesso inutilizzati o inutilizzabili.

 Viene abolito l’esame di quinta, la prima prova importante dei bambini verso il mondo “dei più grandi”.

La riforma prevede anche il diritto all'istruzione e alla formazione per almeno 12 anni per tutti gli studenti.

Per la  formazione dai 15 ai 18 anni il testo approvato dall'aula del Senato dà facoltà alle istituzioni scolastiche di collegarsi con il sistema dell'istruzione e formazione professionale "ed assicurare, a domanda degli interessati e d'intesa con le Regioni, la frequenza negli istituti di istruzione e formazione professionale di corsi integrati coerenti con il profilo educativo, culturale e professionale e realizzati con il concorso degli operatori di ambedue i sistemi".

Tutti i docenti dovranno  essere laureati, anche quelli delle scuole materne, malgrado la loro futura utilizzazione nel ruolo di “badanti”.

Dopo la laurea, è prevista una scuola di specializzazione biennale con iscrizioni a numero programmato sulla base delle esigenze della scuola . La specializzazione prevede periodi di tirocinio e, alla fine del percorso di studi, senza conseguire abilitazioni,  l´insegnante verrà inserito nelle graduatorie per l´assegnazione della cattedra.

 

Pur essendo tra i Paesi europei che meno spendono per l’istruzione il governo, ignorando le legittime proteste dei docenti meno pagati d’Europa, non individua risorse, riduce il personale, taglia e risparmia.

Il Ministro si bea di “aver posto le famiglie al centro del sistema dell’istruzione”, confermando che la scuola Moratti vuole dare risposte alle esigenze ed alle richieste delle famiglie, proprio come in un supermercato dove l’offerta 3 x 2 spesso è una fregatura!